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Giannini, impegno a distribuire il 'tesoretto' dell'Iit

"E' ora di ragionare sulla possibile destinazione dei fondi"

17 novembre, 18:28
Giannini, impegno a distribuire il 'tesoretto' dell'Iit Giannini, impegno a distribuire il 'tesoretto' dell'Iit

Il cosiddetto 'tesoretto' di 450 milioni dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) potrà essere messo in parte a disposizione al resto del mondo della ricerca italiana. Lo ha detto il ministro per l'Istruzione, l'Università e la Ricerca, Stefania Giannini, nell'audizione in Senato sul finanziamento della ricerca pubblica.

"Sono pienamente convinta che sia giunto il momento di ragionare sulla possibile destinazione di questi fondi, da rimettere in gioco per il mondo della ricerca di base. Questa - ha detto il ministro nel corso dell'audizione - mi sembra un'operazione non solo possibile ma auspicabile, me ne farò personalmente carico perchè mi sembra corretto".

Il tesoretto dell'IIt consiste in 450 milioni, 426 dei quali sono di "infruttifero deposito non toccato e accumulato nel corso degli anni". Secondo il ministro Giannini il fondo potrebbe essere utilizzato in parte "perchè - ha spiegato - c'è un fondo di riserva che ogni istituzione di livello deve poter avere per garantire la propria sostenibilità e la propria sopravvivenza di qualità nel mondo della ricerca di base".

Cattaneo, una buona notizia per la ricerca italiana
Per la senatrice Elena Cattaneo l'impegno del ministro è ''una buona notizia per la ricerca pubblica italiana''.
''Questi fondi, accumulati a fronte dei circa 100 milioni annui versati dallo Stato all'Istituto di Genova in 13 anni, e attualmente bloccati su conti infruttiferi della Banca d'Italia - ha precisato in una nota - nelle intenzioni del ministro potrebbero essere utilizzati per finanziare la ricerca di base in tutte le discipline, da quelle umanistiche a quelle scientifiche''.
Si tratta di ''denaro pubblico già iscritto al bilancio dello Stato, dedicato alla ricerca pubblica che - continua Cattaneo - dopo anni tornerebbe finalmente disponibile, salvando i progetti e le idee libere di tanti studiosi italiani''. Un'operazione che il Ministro ha definito ''non solo possibile ma anche auspicabile'' e di cui si è impegnata a farsi personalmente carico. Dopo le risposte ''evasive'' date lo scorso 20 ottobre, nel corso di un question time in Senato, sempre sullo stesso tema, ''sono passati anni luce, e questo nuovo impegno deve essere riconosciuto e apprezzato in tutta la sua discontinuità al ministro Giannini. È dal 2006 che il Parlamento interroga ministri e governi su questo tesoretto - conclude la senatrice - Dopo dieci anni l'esecutivo ha, oggi, la possibilità di intestarsi il più grande finanziamento alla ricerca di base degli ultimi anni. Un'occasione che mi auguro sappia cogliere fin dalla legge di Bilancio ora in discussione alla Camera''.

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