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La 'bella addormentata' della scienza

Ci sono articoli che dormono per decenni

27 maggio, 20:52
Molti articoli scientifici vengono dimenticati per decenni e poi improvvisamente riscoperti (fonte: Patrizia Ferri) Molti articoli scientifici vengono dimenticati per decenni e poi improvvisamente riscoperti (fonte: Patrizia Ferri)

C'e' una 'bella addormentata' della scienza: sono gli articoli pubblicati e subito dimenticati, che per decenni restano nel silenzio e nell'indifferenza generale finche' non vengono riscoperti e valorizzati. La scoperta, pubblicata sulla rivista dell'Accademia delle Scienze degli Stati Uniti, Pnas, si deve al gruppo di informatici italiani dell'universita' americana dell'Indiana, coordinati da Alessandro Flammini, che hanno esaminato 22 milioni di articoli scientifici pubblicati nell'ultimo secolo.

Secondo gli autori dello studio il fenomeno e' piu' comune di quanto si creda e colpisce anche i ricercatori piu' illustri, come e' accaduto ad Albert Einstein con il suo paradosso di Einstein, Podolsky, e Rosen, pubblicato nel 1935 e 'risvegliato' soltanto 59 anni piu' tardi, nel 1994. Il record se lo e' aggiudicato pero' un articolo del matematico britannico Karl Pearson, in letargo per ben 101 anni, dal 1901 al 2002.

Fisica e matematica sono, insieme alla chimica, le discipline nelle quali e' piu' facile imbattersi nelle 'belle addormentate' della scienza. Un'altra particolarita' degli articoli che cadono in letargo e' che, al momento del risveglio, vengono valorizzati in settori diversi da quelli nei quali sono nati.

La scoperta mette in discussione l'attuale parametro di valutazione del successo di un articolo scientifico, basato sulla quantita' di citazioni. A smentirne l'efficacia sono proprio le 'belle addormentate' della scienza, apparentemente dimenticate subito dopo la pubblicazione e a distanza di anni improvvisamente risvegliate dal letargo con un improvviso picco di popolarita'.

Normalmente nelle pubblicazioni scientifiche accade il contrario: il numero di citazioni diminuisce dopo un periodo di crescita iniziale. Ma i risultati del gruppo di Flammini suggeriscono che questo metodo, che tiene conto soltanto delle citazioni a breve termine, puo' essere fuorviante.

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