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Sempre più ricercatori italiani nei bandi Ue

Nella Città della Scienza di Napoli la giornata informativa del Consiglio Europea della Ricerca

29 ottobre, 19:32
La presidentessa del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc), Helga Nowotny, alla Città della Scienza di Napoli (fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione Europea) La presidentessa del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc), Helga Nowotny, alla Città della Scienza di Napoli (fonte: Rappresentanza in Italia della Commissione Europea)

"Il nostro ministero è fortemente impegnato per incrementare la partecipazione e soprattutto il tasso di successo dei nostri ricercatori e delle nostre istituzioni nei bandi del Consiglio europeo della ricerca". Lo ha scritto il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Maria Chiara Carrozza, in un messaggio inviato alla Giornata informativa del Consiglio Europeo della Ricerca (Erc), organizzata a Napoli, presso la Città della Scienza.
L’evento è stato organizzato con il supporto delluUniversità di Napoli Federico II, in collaborazione con La Rappresentanza della Commissione Europea in Italia, l’Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea (Apre), la Regione Campania, la città di Napoli ed il Centro Europe Direct di Napoli.

"Nel prossimo programma nazionale per la ricerca - ha proseguito il ministro nel messaggio - daremo corso ad azioni specifiche per raggiungere questo obiettivo, azioni che rappresentano un vero e proprio 'mirroring' a livello nazionale di quello che l'Erc fa a livello europeo". Carrozza si augura quindi ''che questo nostro sforzo, profuso in una contingenza tutt'altro che favorevole dal punto di vista economico, riscuota il successo che merita".

Per Helga Nowotny, presidente del Consiglio Europeo della Ricerca, ''la cultura dell’eccellenza è una priorità per l'Italia". Incontrando più di 150 ricercatori, tra cui circa 70 talenti emergenti o affermati, finanziati dall'Erc, Nowotny ha sottolineato l'importanza di sostenere i giovani ricercatori per il futuro dell'Italia e dell'Europa. Considerando l'ambiente di ricerca come un fattore essenziale nelle scelte dei ricercatori, ha anche insistito sugli sforzi necessari per rafforzare l'attrattiva del Paese per gli scienziati. Questo dibattito è di grande attualità, dato che non meno del 40% dei borsisti italiani dell'Erc utilizzano la borsa al di fuori dell'Italia.

"Accolgo con favore - ha detto Nowotny - la volontà del ministro Carrozza di fornire prospettive migliori per i ricercatori in Italia. Questa è la filosofia giusta per coltivare l'eccellenza. Lo stesso vale per lo sport. Le migliori squadre di calcio attirano i migliori giocatori, perché offrono un ambiente favorevole, un ottimo allenamento e buone strutture. Le misure adottate a livello nazionale per essere più competitivi nei bandi dell'ERC stanno alzando il livello globale della ricerca europea".

Attualmente nelle competizioni promosse dall'Erc i ricercatori italiani ottengono la quarta posizione in termini di finanziamenti assegnati (359, su circa 4.000 assegnati in totale), dopo i ricercatori tedeschi, inglesi e francesi, per un totale di circa 550 milioni di euro di finanziamento fino ad oggi. Tuttavia, circa il 40% di loro stanno attualmente conducendo la loro ricerca fuori dall'Italia, mentre solo 24 cittadini stranieri stanno lavorando in Italia con la loro sovvenzione dell'Erc.
Un numero importante di proposte sono presentate ogni anno da istituti italiani, ma solo il 5% circa vince una borsa, rispetto alla media del 12% in Europa. Per il bando "Starting Grant" di quest’anno, la quota dei ricercatori ospitati in Italia è stata la più bassa finora (2,7% di tutti i progetti finanziati) – 'ERC country sheet' per l'Italia.

Nella giornata informativa dell'Erc sono stati presentati ben 70 progetti: dalla fisica delle particelle, alle nanotecnologie e neuroscienze alla filosofia, economia o linguistica. Tra i ricercatori presenti all'evento, Grazyna Ptak, una dei pochi beneficiari dell'Erc stranieri che risiede in Italia e autrice di ricerche sugli embrioni ovini che potrebbero aiutare le donne ad avere gravidanze più sicure, e l'esperto di robotica Bruno Siciliano, dell'università di Napoli Federico II.

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