Brucia la Città della Scienza
Simbolo italiano dell'innovazione e fiore all'occhiello del Sud
06 marzo, 15:36Con la Città della Scienza brucia un simbolo dell'Italia che vuole innovarsi e un fiore all'occhiello per il Meridionale, attivo da 17 anni di anni come museo scientifico interattivo, incubatore di imprese, centro di formazione.
La Città della Scienza è stata anche sede di una manifestazione, Futuro Remoto, 26 edizioni, che era stata alla base dell'idea stessa della creazione della struttura presieduta da Vittorio Silvestrini e gestita dalla Fondazione Idis. L'ultima manifestazione, domenica 3 marzo, era, dedicata al bradisismo e proponeva uno Science show sui vulcani, con visite guidate e laboratori sul fenomeno caratteritico dei Campi Flegrei.
Nell'incendio sono stati distrutti i circa 10.000 metri quadrati del museo, più i laboratori didattici e aree per mostre temporanee. Punti di forza del museo erano la Palestra della scienza dedicata alla fisica classica, il Planetario, i 700 metri quadrati riservati ai bambini fino a 9 anni dell'l'Officina dei piccoli. Le mostre erano ospitate in un padiglione di 1.700 metri quadrati. Negli anni le più visitate sono state 'Gnam', sull'informazione nutrizionale e dietetica, e 'Pompei'.
Ma è sopratutto a Futuro Remoto, la cui ultima edizione aperta il 3 ottobre era stata intitolata 'Le Fabbriche del cielo', il simbolo dell'attività divulgativa di Città della Scienza. In collaborazione con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi), nel 2012 Futuro Remoto aveva proposto per un mese un viaggio interattivo nello spazio alla scoperta dei risultati più innovativi della ricerca spaziale e aerospaziale contemporanea. Era stato un successo, così come 'Lo spettacolo della Scienza', che lo scorso autunno aveva portato a Napoli da Ginevra i protagonisti della scoperta del Bosone di Higgs.
























