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I cervelli 'stanziali' sono i meno produttivi

Cambia la valutazione dell'eccellenza

14 novembre, 19:35
Cambia lo scenario della ricerca, all'insegna della brain circulation (fonte: CNR) Cambia lo scenario della ricerca, all'insegna della brain circulation (fonte: CNR)

La 'fuga dei cervelli' va in soffitta: in una ricerca scientifica sempre piu' globalizzata cambiano i parametri per valutare la produttivita' scientifica di un Paese cosi' come cambia il modo di valutare l'eccellenza. E' il quadro proposto dal primo Forum nazionale sulle politiche di ricerca organizzato dalla casa editrice Elsevier in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Non piu' fuga dei cervelli, quindi, ma circolazione dei cervelli a livello globale: e' questo il nuovo punto di forza dei Paesi che puntano sulla ricerca. Tanto che i ricercatori che restano fermi, senza fare nemmeno un'esperienza all'estero, finiscono con il restare indietro in termini di produttivita' scientifica. Lo dimostra lo studio condotto dalla Elsevier, analizzando i dati della banca dati bibliometrica Scopus. Quest'ultima raccoglie 15 anni di dati relativi alle pubblicazioni scientifiche. Grazie ad essi ''e' possibile 'tracciare' la produttivita' di un ricercatore'', ha detto il vicepresidente senior della Elsevier, Michiel Kolman. ''L'attivita' di ogni ricercatore o gruppo di ricerca - ha spiegato - puo' essere registrata per mezzo delle pubblicazioni''.

In questo contesto l'Italia si colloca al quarto posto a livello internazionale per numero di pubblicazioni, preceduta da Francia, Germania e Stati Uniti. Un dato questo che riguarda i ricercatori piu' aperti alla collaborazione o a trascorrere almeno un periodo di lavoro all'estero. Tanto che la circolazione dei cervelli (italiani che pubblicano all'estero o ricercatori che dall'estero pubblicano in Italia) riguarda nel nostro Paese il 32,6% dei ricercatori, con un indice di produttivita' maggiore del 52% rispetto alla media italiana. I ricercatori che non hanno mai lasciato l'Italia, pari al 58%, hanno invece una produttivita' minore del 40% rispetto alla media italiana. Un dato, secondo Kolman, dal quale emerge che ''l'Italia non soffre di fuga dei cervelli, ma di scarsa mobilita' dei ricercatori''.

La circolazione dei cervelli e delle idee e' l'elemento che caratterizza il nuovo scenario internazionale della ricerca, insieme all'emergere di nuovi protagonisti: arrivano dall'Asia e sono Singapore, Corea, India e Cina, come emerge dalla ricerca internazionale presentata da Andrea Bonaccorsi, dell'universita' di Pisa e membro del Consiglio direttivo dell'Agenzia nazionale per la valutazione della ricerca (Anvur). Nel nuovo contesto riconoscere le eccellenze significa ancora una volta valutarle in termini di pubblicazioni su riviste di rilievo internazionale e di citazioni. Una sfida che, piu' che le universita' nel loro complesso, valuta i contributi a ciascuna disciplina da parte di singoli dipartimenti.

In questo senso, sono molte le realta' italiane che si piazzano in buona posizione, come quelle che fanno parte delle universita' Sapienza di Roma, Statale di Milano, Padova, Bologna, Torino, Pisa, Ferrara la Federico II di Napoli. Cambiano anche i criteri per valutare l'eccellenza, ha rilevato Emanuela Reale, del Cnr, per la quale ''e' un concetto politico'', che propone di considerare come ''.

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