Arminio Nobile e la misura del cielo
Storia di uno scalatore infaticabile che ingannato dalla nebbia non riconobbe la vetta
04 febbraio, 17:59Arminio Nobile scelse di votarsi allo studio del cielo. Nato il 12 agosto 1838, figlio di Antonio, astronomo 'in seconda' dell'Osservatorio di Capodimonte, Arminio Nobile è stato uno dei tanti potenziali campioni della scienza cui la sorte ha negato la gloria. La sua storia è raccontata in modo appassionante nel libro 'Arminio Nobile e la misura del cielo' (Springer, 205 pagine, 21 euro) dall'astrofisico Massimo Capaccioli, per 13 anni direttore dell'Osservatorio di Capodimonte, dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), e dalla storica della scienza Silvia Galano.
Fanno da sfondo al racconto la stagione di grandi transizioni per il Mezzogiorno, tra il crepuscolo dei Borbone e i primi decenni dell'Unità. Arminio Nobile si dedicò totalmente alla sua grande passione per l'astronomia con l’intento di emergere ai massimi livelli, ma la fortuna non gli arrise: più volte si beffò di lui spingendolo sui vicoli ciechi che la sua testardaggine gli impedì di abbandonare. Così quando la grande occasione gli si parò davanti non seppe coglierla appieno.
''Avrebbe potuto avviarsi sul sentiero della nascente astrofisica, la nuova scienza del cielo sbocciata in Italia nel primo decennio dopo l’Unità ma – scrive nella prefazione il presidente dell'Inaf, Giovanni Fabrizio Bignami - preferì concentrarsi su misure di astronomia classica orientando se stesso e la sua Specola su un binario senza grande futuro''.
Tuttavia, aggiunge Bignami, nonostante un carattere testardo che gli impediva di farsi una ragione dei suoi errori e a dispetto di una strumentazione totalmente inadeguata ai progetti su cui si era impegnato, arrivò vicinissimo a scoprire le oscillazioni di breve periodo dei poli terrestri. Anzi fu il primo ad accorgersi del fenomeno, ma al termine di un'esistenza costellata da insuccessi e da qualche brutta figura non ebbe la forza di credere sino in fondo a ciò che i suoi artigianali dispositivi gli indicavano. Così perse la priorità della scoperta a vantaggio di un collega tedesco ben equipaggiato e meglio inserito nel contesto internazionale. ''Qualche volta però – conclude Bignami - il tempo è galantuomo e così a distanza di oltre un secolo una tarda giustizia riabilita Arminio Nobile e gli restituisce quella gloria che i contemporanei non seppero o non vollero riconoscergli''.
























