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La notte di Capodanno più lunga di un secondo

Per sincronizzare orologi atomici e rotazione della Terra

02 gennaio, 09:40
La notte del Capodanno 2016 più lunga di un secondo (fonte: Chris Chabot/Flickr) La notte del Capodanno 2016 più lunga di un secondo (fonte: Chris Chabot/Flickr)

Quella di Capodanno sarà una notte più lunga, alle 23:59:59 gli orologi di tutto il mondo faranno infatti un 'tic' in più prima di entrare nell'anno nuovo. Il ritardo è dovuto al secondo intercalare, un 'trucco' per sincronizzare gli orologi con la rotazione del pianeta. Ma in Italia, spiega l'Istituto Nazionale di Ricerca in Metrologia (Inrim), non ci saranno ritardi per il brindisi: per il fuso orario l'aggiunta del secondo sarà all'una del primo gennaio.

La rotazione 'irregolare' della Terra
Il tempo impiegato dalla Terra per fare una rotazione completa non è esattamente di 24 ore, ossia 86.400 secondi: può non essere sempre regolare a causa delle maree o di interazioni gravitazionali e generalmente è di una frazione di secondo in più. Uno scarto praticamente impercettibile, ma che si somma giorno dopo giorno fino a totalizzare un secondo nell'arco di nemmeno due anni.

Orologi atomici e rotazione terrestre
"Oggi il tempo si misura per mezzo degli orologi atomici custoditi negli istituti metrologici nazionali di tutto il mondo", ha detto Patrizia Tavella, responsabile del Laboratorio dell'Inrim dedicato alla misura del tempo.Ma l'ora degli orologi atomici non equivale a quella basata sulla rotazione della Terra e "per mantenere in accordo la scala di tempo basata sulla rotazione terrestre con quella degli orologi atomici - ha proseguito - si aggiunge o si sottrae un secondo intero alla durata di un determinato giorno". Il risultato finale è quello che viene chiamato Tempo Universale Coordinato (Utc), il fuso orario di Londra, e usato quotidianamente da tutti i dispositivi elettronici.

L'esigenza della sincronizzazione
A decidere se e quando introdurre nuovi secondi è l'International Earth Rotation and Reference Systems Service (Iers) di Parigi e la decisione è stata adottata per la prima volta il 30 giugno 1972. Il nuovo intervento è programmato per la mezzanotte Utc del primo gennaio 2017. Avere un controllo così dettagliato dell'orario non è dettato da semplice pignoleria, ma dalle necessità di una società fortemente legata alla sincronizzazione degli orologi, ad esempio per le transazioni bancarie o le telecomunicazioni.

Confusione in agguato
La scelta di aggiungere il secondo intercalare non avviene in modo regolare, ma viene presa solo quando serve, anche perchè questo intervento potrebbe comportare dei problemi. "Ad esempio - ha spiegato Tavella - ai sistemi operativi, ai sistemi satellitari globali di navigazione, o alle reti di telecomunicazioni, che a un certo punto, nello stesso momento, devono cambiare ora". L'esperta ha rilevato che "non è sempre facile gestire tale operazione in automatico e c'è chi spalma il secondo su un minuto, chi lo aggiunge prima, chi dopo... Si rischia sempre di fare confusione".

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