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Il primo identikit di un atomo di antimateria

Ottenuto grazie alla luce

20 dicembre, 13:08
L'esperimento Alpha, al Cern di Ginevra (fonte: CERN) L'esperimento Alpha, al Cern di Ginevra (fonte: CERN)

Ottenuto il primo 'identikit' di un atomo di antimateria, ossia la materia le cui particelle hanno la stessa massa ma carica elettrica opposta rispetto a quelle della materia. Dopo la misura più precisa di un atomo di antimateria, ottenuta il 3 novembre nell'esperimento Asacusa del Cern di Ginevra, il nuovo risultato segna un altro passo in avanti: dimostra per la prima volta che materia e antimateria rispondono in modo molto simile ad uno stimolo identico, come una luce laser. Anche questo risultato è stato ottenuto al Cern, nell'esperimento Alpha, ed è pubblicato sulla rivista Nature.

Un oggetto complesso
Questa volta l'esperimento non è stato condotto su singole particelle di antimateria, ma su un oggetto complesso come un atomo, e la luce ha permesso di studiarne le caratteristiche attraverso lo spettro, come gli astronomi fanno con le stelle. "L'obiettivo era capire se l'antiatomo funziona come un atomo", ha osservato il presidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Fernando Ferroni.



Un enigma da 40 anni
Da almeno 40 anni i fisici di tutto il mondo stanno cercando di capire perché materia e antimateria, pur essendo prodotte nella stessa misura dopo il Big Bang, non si siano annientate a vicenda. La materia ha infatti avuto la meglio sull'antimateria e riuscire a capire il perché di questa 'asimmetria' è una delle scommesse della fisica contemporanea.

La luce per 'risvegliare' gli atomi
Nella ricerca, coordinata dall'università britannica di Liverpool, una luce laser di un determinato colore è stata utilizzare per 'risvegliare' un atomo di anti-idrogeno portandolo da uno stato di quiete a uno di eccitazione. "Il risultato è il primo del genere", ha osservato uno degli autori della ricerca, Will Bertsche, dell'università britannica di Manchester.

Conseguenze nella comprensione dell'universo
"Ogni minima differenza riscontrata fra materia e antimateria - ha aggiunto - potrebbe avere profonde conseguenze nella nostra comprensione dell'universo". Quella risultata dall'esperimento Alpha, ha rilevato, è solo una prima misura e si è aperta la via a dati sempre più precisi.

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