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Caccia alla particella spia della quinta forza dell'universo

Italia in prima fila, con l'esperimento Padme

19 agosto, 13:01
L'Italia in prima fila nella caccia alla particella spia della quinta forza dell'universo (fonte: NASA, ESA, and The Hubble Heritage Team, STScI/AURA) L'Italia in prima fila nella caccia alla particella spia della quinta forza dell'universo (fonte: NASA, ESA, and The Hubble Heritage Team, STScI/AURA)

L'Italia è a caccia della particella 'oscura' che potrebbe essere la spia della quinta forza fondamentale dell'universo, dopo la gravità e le tre forze della natura che agiscono nell'infinitamente piccolo (elettromagnetica, forte e debole). Di questa forza ipotizzata da tempo si intravedono solo adesso i primi indizi e l'Italia è in prima fila per inseguirli grazie all'esperimento Padme, presso i Laboratori Nazionali di Frascati dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

I primi risultati sono attesi nel 2017, ha detto Antonio Masiero, vicepresidente dell'Infn. L'obiettivo è andare a caccia di una particella misteriosa chiamata fotone oscuro: è una particella di luce 30 volte più pesante di un elettrone. "Ci sono altri tre laboratori al mondo che lo stanno cercando, contiamo per l'anno prossimo di avere dei risultati'', ha rilevato Masiero.

Sui fotoni oscuri si sono concentrati i fisici dell'Accademia delle Scienze Ungherese, secondo i quali i fotoni oscuri sarebbero indicatori della materia oscura, ossia della materia invisibile che occupa il 25% dell'universo. Parallelamente una ricerca dell'università della California a Irvine, appena pubblicata sulla rivista Physical Review Letters, fa un passo in più e indica che la particella misteriosa potrebbe essere un bosone, che hanno chiamato bosone X.

''Si tratterebbe - ha proseguito Masiero - di una particella dotata di massa e protofobica, cioè incapace di accoppiarsi con i protoni, ma solo con elettroni e neutroni''. Sebbene la nuova particella non sia molto pesante, è difficile da trovare perché le sue interazioni sono molto deboli.

''Adesso però - dicono i ricercatori americani - i tanti laboratori che si occupano di questo filone di ricerca sanno dove guardare''. Tra questi ci sono anche i Laboratori Nazionali di Frascati dell'Infn. ''Bisogna capire - ha concluso Masiero - se e che rapporto c'è tra il bosone X e il fotone oscuro. E' una vera e propria frontiera della conoscenza e siamo contenti di partecipare a questa ricerca''.

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