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Prima prova 'evaporazione' buchi neri prevista da Hawking

Secondo Times fisico a un passo dal Nobel

25 aprile, 19:52
Possibile prima prova sperimentale della teoria di Hawking sui buchi neri (fonte: NASA) Possibile prima prova sperimentale della teoria di Hawking sui buchi neri (fonte: NASA)

Per Stephen Hawking potrebbe essere la volta buona. Il celebre fisico britannico, costretto da anni sulla sedia a rotelle e a comunicare tramite una macchina, potrebbe essere a un passo dal Nobel. Lo rileva il quotidiano britannico Times, riferendosi alla prima prova sperimentale della teoria più suggestiva di Hawking, formulata nel 1974 e secondo la quale i buchi neri possono perdere progressivamente massa ed energia fino a svanire nel nulla come se 'evaporassero'.

Quella formulata nel 1942 da Stephen Hawking insieme al fisico israeliano Jacob Bekenstein, morto nell'agosto 2015, è una teoria affascinante e controversa, che se confermata porterebbe a realizzare uno degli obiettivi più ambiziosi della fisica: l'unificazione delle forze fondamentali della natura (ossia quelle elettromagnetica, debole e forte) con la gravità.

Per questo da quando la teoria di Bekenstein-Hawking è stata formulata, decine e decine di fisici in tutto il mondo si sono messi al lavoro per dimostrarla. I tentativi che si sono succeduti sono stati davvero tantissimi, ma nessuno finora è andato in porto.

E' un'impresa titanica, anche perchè richiede quantità di energia enormi. Ecco allora l'idea del fisico Jeff Steinhauer, dell'Istituto israeliano Technion di Haifa: cercare la conferma in strutture analoghe ai buchi neri, minuscole e più facili da ottenere.

L'esperimento è pubblicato da mesi sul sito ArXiv, nel quale transitano articoli destinati, in un tempo relativamente breve, alla pubblicazione sulle riviste scientifiche internazionali. Steinhauer riferisce di aver creato in laboratorio l'equivalente di un minuscolo buco nero: ha raffreddato dell'elio a temperature bassissime, vicine allo zero assoluto, e lo ha agitato velocemente, al punto da ottenere una barriera invalicabile dai suoni, proprio come l'orizzonte degli eventi di un buco nero. A questo punto avrebbe trovato fuori da questo buco nero tracce dei pacchetti di energia che costituiscono le onde sonore, chiamati fononi: proprio come prevede la teoria di Hawking con la radiazione elettromagnetica.

Un esperimento che gli esperti giudicano interessante, ma che desta anche diverse perplessità. Un test del genere dovrebbe comunque "ricreare in laboratorio tutte le leggi della termodinamica dei buchi neri", ha rilevato il fisico Salvatore Capozziello, dell'università Federico II di Napoli, ricercatore dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e presidente delle Società Italiana di Relatività Generale e Fisica della Gravitazione (Sigrav).
Perplesso anche Carlo Cosmelli, dell'università Sapienza di Roma, per i quale l'esperimento di Steinhauer "è simile a quelli che vengono fatti da una decina di anni su materiali che possono avere vibrazioni meccaniche".

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