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Il nastro di Moebius diventa luminoso

Chiave per ottenere nuovi materiali 'invisibili'

30 gennaio, 12:45
Un fascio di luce usato per creare il Nastro di Moebius (fonte: Università Federico II) Un fascio di luce usato per creare il Nastro di Moebius (fonte: Università Federico II)

'Creato' un nastro di Moebius fatto di luce: la bizzarra figura geometrica tridimensionale che ha soltanto una sola faccia adesso è stata riprodotta in un fascio di luce e potrebbe avere applicazioni importanti nella fabbricazione dei materiali ‘invisibili’. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, è stato ottenuto da ricercatori coordinati da Thomas Bauer, dell'Istituto Max Planck di Erlangen, e ha coinvolto anche ricercatori italiani dell'Università Federico II di Napoli e del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr).

Foto Theon,Wikipedia “Se 'tagliamo' i fasci luce che abbiamo creato, è possibile vedere delle 'ciambelle' buie al centro, dove i singoli 'punti' di luce oscillano in un modo preciso'', ha spiegato il fisico Lorenzo Marrucci, dell'università Federico II. ''Se li seguo - ha aggiunto - è come seguire un nastro di Moebius”. 

Apparentemente simile a un 'gioco' per bambini o una curiosità geometrica, il nastro di Moebius è un bizzarro oggetto che ha un solo lato e un solo bordo e che pone interessanti sfide 'logiche'. Quello realizzato dai ricercatori non è in realtà un fascio di luce con la forma del Nastro, bensì un fascio il cui 'interno', ossia il campo elettromagnetico, è strutturato come il nastro.

“La nostra - ha spiegato Marrucci - è stata una sfida. Abbiamo voluto dare alla luce una 'forma' che non esiste in natura e che potrebbe trovare applicazioni nel campo dei cosiddetti metamateriali”.

Manipolare le proprietà ottiche dei materiali è infatti una delle nuove sfide tecnologiche, ad esempio nella creazione dei cosiddetti 'mantelli dell'invisibilità'. “Quando si fanno questo di ricerche – ha concluso il ricercatore – non sai mai bene dove arrivi. Sono spunti da cui possono nascere nuove idee e applicazioni fino a quel momento impensabili”.

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