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Dopo gli scacchi, il computer vince a poker

E’ la prima volta che accade in un gioco ‘complesso’

08 gennaio, 20:05
I ricercatori che hanno messo a punto il programma che trasforma il computer in un campione di poker (fonte: John Ulan, University of Alberta) I ricercatori che hanno messo a punto il programma che trasforma il computer in un campione di poker (fonte: John Ulan, University of Alberta)

Dopo gli scacchi, il computer batte l'uomo anche nel poker e scopre la strategia per vincere a colpo sicuro in uno dei più popolari giochi d'azzardo, il Texas Hold'em. E' la prima volta che un computer riesce vincere un gioco 'complesso', ossia un nel quale non è possibile prevedere tutte le possibili mosse degli avversari. E' un passo importante per analizzare e comprendere la dinamica di fenomeni estremamente complessi, come quelli legati alle interazioni sociali. Il risultato, pubblicato sulla rivista Science, si deve al programma ideato dal gruppo di ricerca guidato da Michael Bowling, dell'università canadese dell'Alberta.

Anche nelle sue molte varianti, come il popolare Texas Hold'em, il poker è definito dai matematici un gioco ''imperfetto'', ossia un gioco nel quale i partecipanti conoscono le regole ma dove, a differenza degli scacchi, esistono numerose incognite. Ad esempio i giocatori non sanno quali carte abbia in mano l'avversario ed è possibile bluffare.

Nonostante questi aspetti, che hanno reso il Poker un gioco molto 'umano' e quasi impossibile da affrontare per i 'freddi' computer, i ricercatori canadesi hanno ora trovato la soluzione vincente. Il nuovo programma risulta praticamente più forte di qualsiasi giocatore umano, anche se per ora è limitato solo al Texas Hold'em con due giocatori e con un limite prefissato di rilanci. Si tratta comunque un traguardo importante in quanto applicabile ai molti problemi reali a 'informazione imperfetta', praticamente buona parte delle interazioni sociali: dalle scelte politiche fino alla sicurezza informatica.

"E' la prima volta che si arriva a questi livelli in un cosiddetto gioco a informazione incompleta, ossia dove a differenza di dama o scacchi esistono molte incognite, ad esempio non si sanno le carte dell'avversario", ha spiegato Marco Isopi, matematico dell'Università Sapienza di Roma. Il segreto è in quella che viene chiamata 'minimizzazione del rimpianto', ossia il programma impara rapidamente ad adeguarsi al modo di giocare dell'avversario e analizza quale sarebbe stato il modo migliore con cui avrebbe dovuto comportarsi. "In questo modo non deve esplorare tutte le possibilità esistenti - ha spiegato il matematico - e di fatto segue uno dei motti del poker, il gioco lo fanno i giocatori, non le carte".

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