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L'atomo dal nucleo a forma di pera

Fenomeno previsto dalla teoria, ma mai osservato finora

09 maggio, 20:42
Rappresentazione del nucleo dell'atono del Radio 224, il primo a forma di pera mai osservato (fonte: LP Gaffney)   Rappresentazione del nucleo dell'atono del Radio 224, il primo a forma di pera mai osservato (fonte: LP Gaffney)

Trovato il primo nucleo atomico a forma di 'pera': si tratta di una forma prevista dalla teoria di riferimento della fisica, chiamata Modello Standard, ma mai osservata finora. Il nucleo dalla strana forma appartiene all'elemento Radio 224 ed è stato identificato da un gruppo di ricerca internazionale coordinato dall'Università britannica di Liverpool, al cui lavoro la rivista Nature ha dedicato la copertina.

“Normalmente i nuclei degli atomi hanno una forma sferica o molto vicino ad essa'', ha spiegato il vicepresidente dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Antonio Masiero. ''Possiamo immaginarli come una rete piena di palle da tennis, nella quale le palline sono protoni e neutroni”.
La nuova 'strana' forma schiacciata, che ricorda una pera o un uovo, è stata identificata dai ricercatori britannici analizzando alcune 'varianti' (isotopi) degli atomi di Radon e Radio e rappresenta una vera rarità. Infatti, sebbene questa forma fosse prevista a livello teorico dal Modello Standard, ossia la teoria che meglio descrive il mondo dell'infinitamente piccolo, i nuclei a forma di pera non erano mai stati osservati prima.

La forma del nucleo atomico, ossia la parte centrale e più densa dell'atomo, è determinata dal numero di protoni e neutroni che lo costituiscono. Si conosceva l'esistenza di nuclei dalla forma schiacciata simili a dischi o palloni da rugby, ma adesso facendo scontrare fasci accelerati di particelle pesanti e utilizzando una sofisticata tecnica di rilevamento, i ricercatori sono riusciti non solo a definire la forma dei nuclei ma a comprendere meglio alcuni aspetti della struttura interna degli atomi e delle interazioni delle particelle che li costituiscono.

“La scoperta – ha proseguito Masiero – ci permette di comprendere qualcosa in più sulla forza nucleare forte, quella che tiene uniti i costituenti del nucleo. E' una forza che sovrasta tutte le altre e che proprio per questo è molto difficile da studiare''. La scoperta, ha concluso, ''potrebbe avere anche ricadute reali perchè migliora la comprensione degli isotopi, 'varianti' degli atomi che utilizziamo ampiamente in molti ambiti, soprattutto in medicina, sia per diagnosi che per terapie antitumorali”.

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