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Si avvicina l'Internet del futuro

I dati viaggiano sulla luce

20 marzo, 08:34
Rappresentazione artistica di qubit (i punti luminosi) collegati gli uni agli altri grazie ai fotoni (le linee luminose ). I colori delle linee indicano che i fotoni viaggiano su frequenze ottiche diverse (fonte: University of Cambridge) Rappresentazione artistica di qubit (i punti luminosi) collegati gli uni agli altri grazie ai fotoni (le linee luminose ). I colori delle linee indicano che i fotoni viaggiano su frequenze ottiche diverse (fonte: University of Cambridge)

Si avvicina l'Internet del futuro grazie alle prime particelle di luce capaci di veicolare informazioni e dati, generate da chip allo stato solido: è il primo passo verso la futura Internet quantistica. Il risultato, pubblicato sulla rivista Nature Communications, si deve a un gruppo di ricerca dell'università britannica di Cambridge.

La realizzazione di reti di Internet quantistiche è una delle maggiori sfide della fisica moderna e molti sistemi sono in fase di studio per realizzare le unità di base (l'equivalente degli attuali bit), che trasporteranno le informazioni di queste reti. Chiamati qubit, questi mattoni dell'informazione sfrutteranno le regole della fisica quantistica in base alle quali, per esempio, una particella può trovarsi in due posti diversi contemporaneamente. E' in corso una gara per identificare il migliore sistema per ottenere queste unità.

Nell'internet quantistica, spiegano i ricercatori, le particelle di luce, ossia i singoli fotoni, saranno i qubit 'volanti' e faranno parte integrante di queste reti quantistiche. In primo luogo le particelle di luce sono la scelta naturale per la comunicazione quantistica, in quanto trasportano informazioni in modo rapido e affidabile su lunghe distanze. Per trasportare le informazioni però è necessario che tutti le particelle prodotte siano identiche. E i fotoni prodotti dai ricercatori hanno proprio questa importante caratteristica: sono tutti identici, come quelli generati dai laser.
A differenza delle costose e ingombranti apparecchiature laser, in questo caso le particelle di luce vengono prodotte da piccoli dispositivi che si prestano a diventare tessere di una futura internet quantistica. Come sorgente di fotoni, i ricercatori hanno infatti costruito un chip con un componente che permette il passaggio della corrente elettrica, grazie a materiali semiconduttori a cui sono aggiunte micro-inclusioni di altri materiali semiconduttori (i punti quantici), e l'emissione di fotoni è stata ottenuta eccitando le molecole del materiale.

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