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Nuova attesa per i dati sulla velocità dei neutrini, in maggio un altro test

Si ripetono le misure per avere risposta definitiva

27 febbraio, 08:41
NEUTRINI: ENIGMA VELOCITA' IRRISOLTO FINO A MAGGIO NEUTRINI: ENIGMA VELOCITA' IRRISOLTO FINO A MAGGIO

Conto alla rovescia per ''la prova del nove'' sulla velocità' dei neutrini: il nuovo esperimento previsto in maggio chiarirà se le due anomalie osservate negli strumenti di misura abbiano influenzato o meno le misure che il 23 settembre scorso avevano portato i ricercatori ad annunciare una scoperta straordinaria, come quella del superamento della velocità della luce, che avrebbe fatto tremare la teoria della relatività di Einstein.

Entrambe le anomalie riguardano strumenti che permettono di rilevare le misure: la prima riguarda la connessione di un cavo a fibre ottiche con il computer al quale giungono i dati, la seconda un orologio di precisione. ''Tutti sanno che stiamo continuando a fare verifiche'', ha detto il fisico Dario Autiero, responsabile delle misure dell'esperimento Cngs (Cern Neutrino to Gran Sasso), nel quale i fasci di neutrini vengono inviati dal Cern di Ginevra ai Laboratori del Gran Sasso dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn).

Che un ''baco'' possa minare o capovolgere i dati di un esperimento e' una cosa che la comunita' scientifica da sempre mette in conto come un rischio intrinseco nel suo lavoro. A complicare le cose, ha rilevato l'ex direttore generale del Cern Luciano Maiani, c'e' il fatto che l'esperimento Cngs, e con esso il rivelatore Opera, non sono stati progettati per misurare la velocita' dei neutrini, ma per osservare un fenomeno completamente diverso: quello dell'oscillazione, per il quale un neutrino di un tipo puo' cambiare identita' trasformandosi in un neutrino di un tipo diverso.

Quei malfunzionamenti erano li' da tempo indisturbati se, come avevano detto fin dall'inizio gli autori della ricerca, i dati sulla velocita' dei neutrini erano stati raccolti negli ultimi tre anni, durante i quali le misure erano state ripetute piu' volte. Alla calibrazione degli strumenti aveva contribuito perfino il tremendo terremoto de L'Aquila del 6 aprile 2009, che aveva lasciato una linea spezzata, rompendo la continuita' dei dati.

Adesso non resta che da riparare i guasti e fare una nuova verifica: e' quanto succedera' in maggio, quando nuovi fasci di neutrini, molto piccoli e ben distanziati tra loro, correranno di nuovo dal Cern di Ginevra verso i Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Grazie a queste caratteristiche dei fasci di neutrini, i fisici riusciranno ad avere le risposte in tempi molto brevi. Se le misure saranno diverse e i neutrini ''torneranno nei ranghi'', vorra' dire che uno dei tanti ''bachi'' in agguato nel lavoro scientifico ha colpito ancora. Certamente, allora, si potra' parlare di errore e, a differenza dei tanti errori che restano nell'ombra, questo non potra' che fare scalpore.

D'altro canto, ha rilevato Maiani, se i dati sui neutrini piu' veloci della luce fossero stati confermati senza problemi, ''sarebbe stato come trovare un elefante al Polo Nord''.

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