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Maiani, il bosone di Higgs è la chiave del futuro

Detterà le regole per i futuri acceleratori

05 luglio, 23:00
L’entusiasmo dei fisici del Cern (fonte: CERN) L’entusiasmo dei fisici del Cern (fonte: CERN)

Non è una scoperta come tante altre e non è una particella in più: la scoperta del bosone di Higgs è una frontiera, il primo passo verso la fisica del futuro. Interpreta così una sensazione diffusa nella comunità scientifica, il fisico Luciano Maiani, ex direttore del Cern e fra i protagonisti che hanno portato a realizzare l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc).

    "Tutto quello che d'ora in poi riusciremo a sapere sul bosone di Higgs ci indicherà il prossimo passo da fare: questa particella è una chiave per il futuro". E' un momento "straordinario", quello che sta vivendo oggi la fisica delle particelle, in particolare di quella europea e italiana. Europa e Italia - ha aggiunto - sono state infatti le protagoniste di un'impresa cominciata nel 1994, con l'approvazione dell'Lhc, e portata avanti con decisione e con occhi al futuro".    Il lavoro, quindi, "non è finito qui. Adesso - ha proseguito Maiani - vogliamo sapere come è fatta questa particella e l'acceleratore Lhc è la prima macchina ad entrare nella regione di energia importante per la scoperta dell'Hggs ed era stata costruita per questo, ma adesso vogliamo sapere di piu".

   La prima cosa da fare, secondo Maiani, è capire se la nuova particella è identica o meno a quella prevista dal Modello Standard. Non appena ci sarà questa risposta, i fisici sapranno quale direzione prendere e sicuramente partiranno i progetti di nuove macchine capaci di guardare questa particella sempre più da vicino. Alcune di esse potrebbero essere vere e proprie fabbriche di bosoni di Higgs.

   Si pensa, per esempio, ad un acceleratore lineare capace di studiare queste particelle al microscopio. Al Cern si sta pensando ad un successore dell'acceleratore Lhc, un Super Lhc e si guarda contemporaneamente a macchine con magneti due volte potenti di quelli attuali. Se poi dovesse esserci un sospetto di particelle più pesanti del bosone di Higgs si potrebbe anche pensare ad un acceleratore di elettroni-positroni ad alta energia.

   "Il futuro - ha concluso - si deciderà sulla base dei dati prodotti dall'Lhc. Tra fine anno e i primi mesi del 2013 avremo i dati definitivi: sapremo cioé se il bosone di Higgs che è stato scoperto è una particella di tipo convenzionale (che obbedisce cioé in tutto e per tutto al Modello Standard) o se invece è qualcosa di anomalo.

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