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L'lhc si prepara a 'vedere' la materia primordiale

Dal 14 novembre le collisioni tra fasci di ioni

31 ottobre, 17:31
Collisioni fra ioni nell'esperimento Alice (fonte: CERN) Collisioni fra ioni nell'esperimento Alice (fonte: CERN)

Dopo 180 giorni e 400 milioni di miliardi di collisioni, i protoni hanno smesso di scorrere nell'anello da 27 chilometri dell'acceleratore più grande e potente del mondo, il Large Hadron Collider(Lhc) del Cern di Ginevra. Adesso lasceranno il posto ai fasci di ioni e nel frattempo si continuerà a lavorare sull'enorme quantità di dati ottenuti finora.

Come era accaduto nel 2010, quando l'Lhc aveva cominciato a funzionare, nelle prossime settimane scorreranno nell'acceleratore fasci di ioni di piombo. Quando questo era accaduto, nell'autunno dello scorso anno, i risultati erano stati straordinari perche' nella grande macchina erano state riprodotte le condizioni estreme di temperatura presenti all'epoca del Big Bang. Grazie a quell'esperimento per la prima volta i fisici avevano potuto osservare la ''zuppa'' di quark e gluoni che costituiva la materia primordiale.

'Vedere' da vicino la materia primordiale prodotta subito dopo il Big Bang e' la grande promessa della nuova fase di collisioni, in programma dal 14 novembre, ha detto Paolo Giubellino, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e coordinatore internazionale dell'esperimento Alice. Con le nuove collisioni che stanno per cominciare ''contiamo di poter fare molto di piu''', ha aggiunto. Basti pensare che per quest'anno era prevista una frequenza delle collisioni maggiore di 5 o 10 volte rispetto allo scorso anno, ''ma in realta' la frequenza sara' maggiore da 10 a 20 volte''. Questo significa che il livello di dettaglio al quale potranno arrivare adesso le osservazioni sara' di gran lunga superiore.
Se l'anno scorso le prime collisioni fra gli ioni di piombo avevano permesso un grande numero di misure suggestive, ''adesso diventera' possibile avere misure di tipo quantitativo''.

Prima che prendano il via le collisioni fra ioni di piombo, sono previsti altri test ''acrobatici'': sono in programma collisioni fra particelle profondamente diverse, come protoni e ioni. ''E' come far correre su una pista cavalli e automobili, facendoli incrociare sempre in corrispondenza delle tribuna'', ha spiegato Giubellino. Se il test avra' successo, una serie di collisioni di questo tipo potrebbe avvenire nel 2012.

''L'Lhc sta raggiungendo la velocita' di crociera'', ha detto il responsabile del Cern per gli acceleratori, Steve Myers. Il tasso di produzione attuale ''e' di un fattore di 4 milioni piu' alto rispetto al 2010 e maggiore di un fattore 30 rispetto all'inizio del 2011''. E' una mole di dati che in poco tempo ha portato la fisica sulla soglia di un mondo completamente nuovo, ad esempio restringendo l'area nella quale andare a cercare la cosiddetta ''particella di Dio'', il celebre bosone di Higgs grazie al quale esiste la massa.

Per la responsabile dell'esperimento Atlas, Fabiola Gianotti, ''e' stato un anno memorabile per l'intera comunita' scientifica che lavora all'Lhc'' e i nuovi dati sull'area nella quale potrebbe trovarsi il bosone di Higgs ''potrebbero guidarci nel definirne la possibile massa, sempre che questa particella esista''.
Per Guido Tonelli, responsabile dell'esperimento Cms, ripercorrere l'anno appena trascorso significa ''vivere in una sorta di sogno. Abbiamo prodotto decine di nuove misure e definito l'ambito di possibili modelli di una nuova fisica, e il meglio deve ancora arrivare''. Al momento, ha aggiunto, ''centinaia di giovani ricercatori stanno analizzando la grandissima quantita' di dati accumulata finora; presto avremo nuovi risultati e, forse, anche qualcosa di importante da dire sul bosone di Higgs''.
Anche per Pierluigi Campana, responsabile dell'esperimento Lhcb, c'e' un'enorme emozione dovuta alla consapevolezza di essere alle porte di una nuova fisica

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