Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Fisica & Matematica > Modello matematico simula l'evoluzione di una malattia

Modello matematico simula l'evoluzione di una malattia

Messo a punto in Italia, può aiutare a calibrare terapie

15 giugno, 12:43
Traiettorie di nanoparticelle illuminate dal laser (fonte: F. Toschi,  E. Bodenschatz) Traiettorie di nanoparticelle illuminate dal laser (fonte: F. Toschi, E. Bodenschatz)

Riuscire a prevedere passo dopo passo l'evoluzione di una malattia con una simulazione matematica per calibrare le cure 'su misura': e' possibile e lo dimostra uno studio messo a punto dal matematico Carlo Bianca, del Politecnico di Torino, e pubblicato sulla rivista Mathematical Models and Methods in Applied Sciences.

Per i suoi studi in questo campo Bianca ha di recente ricevuto il premio INdAM-Simai (Istituto Nazionale di Alta Matematica - Società Italiana per la Matematica Applicata e Industriale), destinato alle migliori tesi di dottorato in matematica applicata. La costruzione di modelli matematici per lo studio di sistemi biologici, spiegano gli esperti, e' un tema caldo di questo nuovo secolo e coinvolge non solo i matematici, ma anche fisici e bioinformatici.

Lo studio di Bianca si e' concentrato su un tumore benigno che si chiama cheloide, che si manifesta come un'escrescenza anomala di tessuto su una ferita e si estende oltre i limiti di questa. Per esplorare l'evoluzione di questo tumore il ricercatore si e' basato sulla teoria cinetica delle particelle attive che, ha spiegato ''è uno strumento matematico sviluppato per descrivere l'evoluzione nel tempo di sistemi viventi costituiti da un elevato numero di cellule, in continua interazione e comunicazione fra loro e con l'ambiente esterno''. La teoria, ha aggiunto, ''e' particolarmente adatta a studiare i sistemi complessi, come quelli biologici, perche' considera l'eterogeneita' delle cellule e la loro attività''.

Un sistema biologico, ha spiegato, e' costituito da entita' viventi come geni e cellule, che i matematici indicano come particelle attive, la cui complessita' e' dovuta al fatto che queste entita' hanno la capacita' di sviluppare strategie specifiche di riproduzione competizione e distruzione. Il modello, che considera cellule normali, cellule del cheloide, virus e cellule del sistema immunitario, mostra come interagiscono e lottano fra loro queste componenti e si e' dimostrato in grado di esplorare la malattia e di prevederne l'esito. Riesce, cioe', a aprevedere se vincera' il cheloide o il sistema immunitario o se non vincera' nessuno dei due e il tumore restera' stabile. La simulazione matematica, ha sottolineato Bianca, puo' essere di aiuto sia ai biologi che analizzano il tessuto prelevato dal cheloide sia ai medici, perche' indirizza il trattamento. Questa malattia, ha osservato, puo' essere trattata essenzialmente con l'asportazione chirurgica e per sapere se e quando intervenire e' importante conoscere i tassi di proliferazione del tumore.

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati