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L'Italia in corsa per la fusione nucleare

Per ospitare il dimostratore tecnologico Dtt

01 giugno, 16:48
L'Italia in corsa per ospitare la macchina sperimentale per la fusione Dtt (fonte: Enea) L'Italia in corsa per ospitare la macchina sperimentale per la fusione Dtt (fonte: Enea)

Italia in corsa per realizzare la macchine sperimentale da 500 milioni di euro, destinata a fornire risposte chiave relative alla fattibilità scientifica e tecnologica della produzione di energia dalla fusione nucleare. Del progetto, chiamato Divertor Test Tokamak (DTT), si parla nella conferenza internazionale sulla fusione organizzata a Roma dall'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e in programma fino al 3 giugno.



Sono 450 gli esperti da tutto il mondo che si confrontano sulla scienza e la tecnologia alla base della fusione, il cui progetto principale a livello internazionale è Iter (International Thermonuclear Experimental Reactor), il reattore sperimentale a fusione al quale l'Italia partecipa con l'Enea e in costruzione in Francia, a Caradache.

Per il direttore del dipartimento Fusione dell'Enea, Aldo Pizzuto, il Dtt "sarebbe uno dei laboratori scientifici tra i più importanti al mondo dopo quello per Iter; coinvolgerà oltre 250 tra ricercatori e tecnici e darà impulso all'industria nazionale con impatti significativi sia dal punto di vista occupazionale che di competitività".

Oltre che con l'Enea, l'Italia svilupperebbe il progetto con Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Consorzio di Ricerca per l'Energia, l'Automazione e le Tecnologie dell'Elettromagnetismo (Create) e un gruppo di università. Il governo ha incluso il progettofra le iniziative da finanziare con i fondi per la competitività recentemente attivati dal Piano Junker.

Per Flavio Crisanti, dell'Enea, il progetto Dtt "rappresenta l'anello di congiunzione tra Iter, il più grande esperimento al mondo che dovrà dimostrare la possibilità di ottenere plasma in grado di sostenere la reazione di fusione, e Demo, l'impianto dimostrativo il cui scopo principale sarà produrre energia elettrica dalla reazione di fusione entro il 2050".

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