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Polpi, bruchi e meduse, il futuro e' dei robot 'soffici'

Italia all'avanguardia, con polpo hi-tech e proboscide-doccia

09 febbraio, 09:50
Octopus, il robot polpo realizzato in Italia dal gruppo di Cecilia Laschi, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa (fonte: Jennie-Hills, London Science Museum) Octopus, il robot polpo realizzato in Italia dal gruppo di Cecilia Laschi, della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa (fonte: Jennie-Hills, London Science Museum)

Polpi, bruchi, pesci e meduse: i robot soffici si sono fatti strada in silenzio e, se in passato nessuno avrebbe scommesso su questi automi bizzarri, oggi la tecnologia su cui si basano e' tra le piu' promettenti. Rispetto ai loro colleghi rigidi e metallici, gli automi morbidi segnano un modo completamente nuovo di costruire robot nel quale l'Italia e' all'avanguardia e al quale il sito della rivista Nature dedica un articolo.

''Cerchiamo di applicare i principi della robotica soffice per realizzare robot al servizio dell'uomo", ha detto all'ANSA Cecilia Laschi, dell'Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e coordinatrice del programma europeo RoboSoft. Con Barbara Mazzolai, che coordina il Centro di Micro-BioRobotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia (Iit) a Pontedera (Pisa), Cecilia Laschi e' tra le 25 donne geniali che nel 2015 hanno dato un contributo decisivo alla robotica a livello internazionale.

Quale aspetto avranno i robot soffici del futuro? "Forme e funzioni - ha detto Laschi - possono essere molteplici e nel concreto si possono costruire robot in grado di fare molte cose diverse". Ad esempio, uno dei primi settori di sviluppo e' la medicina. I bioingegneri della Scuola Sant'Anna hanno messo a punto un endoscopio 'soft' e le prime corde vocali artificiali. "Stiamo lavorando a simulatori del corpo umano, che mimano la funzione di organi. Abbiamo cominciato con la laringe e abbiamo gia' realizzato le corde vocali". Non sono protesi, ma modelli che aiutano i medici a simulare alcune malattie per studiarle.

Una delle prime applicazioni della robotica soffice è la proboscide-doccia che aiuta gli anziani. Ha l'aspetto di un grande braccio morbido. "L'idea - ha proseguito la ricercatrice - e' che sia installato nella cabina doccia, direttamente alla parete in modo da spruzzare acqua e detergente". Forse in futuro potrebbe avere tre dita. 

Non e' difficile immaginare l'enorme sviluppo che i robot 'soffici' potranno avere nei prossimi 20 anni: "immagino robot costruiti con parti morbide, piu' simili agli animali e agli esseri umani, in una convergenza tra la robotica tradizionale e basata su componenti rigide e l'uso di materiali soft". Sono numerosi i gruppi di ricerca che nel mondo stanno lavorando in questo settore per costruire macchine piu' leggere ed economiche dei robot tradizionali e che siano capaci di collaborare con l'uomo. Negli Stati Uniti, ad esempio, sono state ottenute dita robotiche soffici e delicate al punto da afferrare un pomodoro senza rovinarlo, regolando la pressione grazie a speciali sensori 'elastici'. E sensori come questi promettono di aprire ancora nuove prospettive, adatti come sono per realizzare tessuti 'intelligenti' per la futura elettronica indossabile.

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