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Da osservatorio a parco astronomico, una storia di oltre 2 secoli

La nascita nel 1759, poi il trasferimento sulle colline a inizio Novecento

15 marzo, 14:10
Il Parco astronomico di Torino tra storia e hi-tech (fonte: Infini.To) Il Parco astronomico di Torino tra storia e hi-tech (fonte: Infini.To)

L'Osservatorio astronomico di Torino inizio' la sua storia nel 1759 nel centro della citta’. Nel 1822 l'astronomo Giovanni Plana trasferi' i suoi strumenti dal Palazzo dell'Accademia delle Scienze a Palazzo Madama, aggiungendone altri piu' accurati e dando inizio ad un'attivita' di osservazione sistematica.

Tra il 1907 ed il 1911 avvenne il trasferimento a Pino Torinese, sulla collina Bric Torre Rotonda, situata a 620 metri sul livello del mare, dove si trova oggi. Il complesso, costituito da due palazzine (una per la biblioteca e per l'alloggio del direttore, e l'altra per il deposito degli strumenti e per l'officina) e da sei padiglioni in un materiale chiamato papier-mache', utile per evitare surriscaldamenti, costo' 230.000 lire. Oltre agli strumenti trasferiti da Palazzo Madama, venne dotato di un cerchio meridiano di Bemberg, strumento utilizzato per seguire il movimento degli astri e, nel 1921, grazie a una sottoscrizione pubblica, di un astrografo, una grande fotocamera per fotografare gli astri.

Nel 1966, con la direzione di Mario Girolamo Fracastoro, vennero installati nuovi cannocchiali, mentre la cupola fu sopraelevata di cinque metri. Inoltre venne edificata una nuova struttura in cemento armato foderato di vetri che ospita il telescopio astrometrico a specchio di oltre un metro di apertura, inaugurato nel 1974. Oggi l'Osservatorio fa parte dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e svolge ricerche nel campo della fisica solare e planetaria, dell'astrometria, della fisica delle galassie e della cosmologia.

Dal settembre 2007, all'Osservatorio sono stati affiancati un museo interattivo e un planetario digitale di nuova generazione: e' nato cosi' Infini.to, il primo parco astronomico italiano. Disegnato dall'architetto Loredana Dionigio e realizzato dall'ingegner Giancarlo Gonnet, e' caratterizzato da una struttura interna che interpreta un affascinante fenomeno astrofisico: la sfera che racchiude la sala del planetario, da 98 posti, rappresenta una stella supergigante rossa, mentre il cono di cristalli che dall'ingresso scende fino al terzo piano rappresenta il getto relativistico di un buco nero intorno a cui orbita la stella, a cui e’ legata dalla forza di gravita'. Il progetto architettonico ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all'estero. La struttura e' stata recentemente ampliata con la realizzazione di nuovi spazi dedicati alla didattica e alla divulgazione.
Il parco e' visitabile dal martedi' al venerdi', solo su prenotazione, e il sabato e la domenica dalle 14,30 alle 19,30, con ultimo ingresso alle 18,30.

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