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Preservare gli spermatozoi

Per il futuro si punta sulle cellule staminali

23 dicembre, 13:51
Uno spermatozoo si prepara a penetrare in un ovocita Uno spermatozoo si prepara a penetrare in un ovocita

Preservare gli spermatozoi congelandoli è una tecnica utilizzata da anni con successo, al punto che al momento il record di conservazione raggiunto è di 21 anni.
Per molto tempo gli spermatozoi sono stati conservati soprattutto ai fini della fecondazione eterologa, ossia negli interventi che prevedevano un donatore di seme esterno alla coppia, oggi vietata in Italia dalla legge 40 sulla fecondazione assistita.

Attualmente conservare la fertilità maschile è una possibilità dettata soprattutto da motivi clinici, per coloro che devono affrontare cure antitumorali. Dati recenti indicano, per esempio, che la chemioterapia è responsabile del 90% dei casi di infertilità negli uomini che devono affrontarla dopo la pubertà. Responsabile di questo effetto sono le stesse caratteristiche che rendono il farmaco in grado di contrastare la diffusione di cellule malate nell'organismo.

I farmaci chemioterapici aggrediscono infatti le cellule che si riproducono molto rapidamente, come quelle tumorali. In questo modo, però, aggrediscono anche cellule il cui ruolo è proprio quello di riprodursi rapidamente, come quelle alle quali si deve la rigenerazione dei capelli e degli spermatozoi. Per questo motivo gli spermatozoi oppure il tessuto dei testicoli possono essere conservati con l’aiuto del freddo prima di iniziare la chemioterapia o la radioterapia, ma la ricerca sta prendendo in considerazione anche la ricerca sulle cellule staminali: in tutti i casi l’obiettivo è ripristinare le funzionalità riproduttive una volta completate le terapie.

’’Il problema è che non si può sapere in anticipo se, al termine del trattamento, gli organi riproduttivi siano in grado di tornare alla normalità’’, ha spiegato Nicolas Garrido, direttore del centro di Andrologia della clinica Ivi di Barcellona. ‘’L'unico modo per preservare la fertilità in caso di trattamenti chemioterapici è congelare in anticipo una parte degli spermatozoi’’.

La perdita della fertilità maschile non è però legata solo a trattamenti farmacologici: ‘’è riscontrata anche in atleti e sportivi che fanno uso di anabolizzanti, oppure in soldati impegnati in fronti nei quali sono state utilizzate armi non convenzionali”, ha spiegato Garrido’’.

Il prossimo traguardo, secondo l’esperto, potrebbe essere una tecnica capace di ripristinare la fertilità perduta. Attualmente non esistono tecnologie in grado raggiungere questo obiettivo, tuttavia, ha detto, ‘’si stanno facendo importanti progressi nella produzione di staminali ottenute a partire da cellule adulte ed il cui sviluppo potrebbe essere guidato in modo da indurle a trasformarsi in spermatozoi”.

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