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Saggese, una grande soddisfazione per l'Italia

Con 400 milioni l'anno, il Paese resta il terzo contributore dell'Esa

25 novembre, 18:50
Da sinistra: il ministro Francesco Profumo e il presidente dell'Asi Enrico Saggese (fonte: ESA–S. Corvaja, 2012) Da sinistra: il ministro Francesco Profumo e il presidente dell'Asi Enrico Saggese (fonte: ESA–S. Corvaja, 2012)

Grande soddisfazione dell'Italia per i risultati della Conferenza Ministeriale dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). ''Il nostro Consiglio dei ministri ci ha permesso di arrivare ad un contributo italiano all'Esa pari 400 milioni l'anno per i prossimi anni'', ha detto a margine della Ministeriale il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Enrico Saggese.

Un contributo, ha aggiunto, che permette all'Italia di confermare la sua posizione come terzo Paese contributore dell'Esa, nonostante la recente scalata della Gran Bretagna, che quest'anno ha deciso di aumentare del 25% il suo contributo (per una cifra pari a circa 80 milioni di euro). ''La lunga sessione della conferenza ministeriale - ha detto ancora Saggese - ha consentito di raggiungere traguardi importanti per i programmi relativi alla Stazione Spaziale Internazionale e ai lanciatori''.

La stazione orbitale, ha aggiunto, ''continuerà fino al 2020 e si svilupperà il Barter Element che consentirà di farci collaborare con la Nasa per missioni destinare ad andare oltre l'orbita bassa''. A questo nuovo modulo, del costo complessivo di 450 milioni, l'Italia contribuire con circa 45 milioni, pari al 10%.

''Per i lanciatori - proseguito Saggese - si è tracciata una fase di transizione costruttiva tra Ariane 5 e Ariane 6, che rafforza anche il ruolo di Vega. L'ingresso della Germania renderà il programma a guida italiana ancora più europeo''. La Germania ha infatti deciso di entrare nel programma Vega, oltre che con la sua industria, con la sua agenzia spaziale, la Dlr.

''Abbiamo avuto tutto quello che volevamo'', ha osservato il presidente dell'Asi, che si è detto soddisfatto anche per la partecipazione italiana alla futura missione Pride, il dimostratore per un sistema di trasporto spaziale in grado di rientrare a Terra.

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