Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Calcoli renali di 9.000 anni fa spostano la data delle infezioni

Calcoli renali di 9.000 anni fa spostano la data delle infezioni

Quelle da batteri sono più antiche del previsto

30 gennaio, 16:39
Calcoli renali di 9.000 anni fa spostano la data delle infezioni (fonte: Centro Studi Sudanesi e Sub-Sahariani di Treviso) Calcoli renali di 9.000 anni fa spostano la data delle infezioni (fonte: Centro Studi Sudanesi e Sub-Sahariani di Treviso)

Le infezioni provocate dai batteri sono più antiche del previsto: lo dimostrano i resti di un uomo che soffriva di calcoli renali vissuto 9.000 anni fa in Africa, lungo le rive del Nilo Bianco. Lo ha scoperto lamissione archeologica italiana diretta da Donatella Usai e Sandro Salvatori, del Centro Studi Sudanesi e Sub-Sahariani di Treviso, supportata scientificamente dalle università di Padova, Parma e Milano, e con il contributo del ministero degli Affari Esteri.  

La ricerca conferma come alcuni agenti patogeni siano molto antichi, alcuni databili anche a 65.000 anni fa, modificando in questo modo l'opinione prevalente che vuole l'origine di molte malattie che affliggono l'uomo collegata all'avvento dell'economia di produzione, ovvero al momento in cui più stretti si sono fatti i rapporti tra uomo e animale, spesso vettore di infezioni batteriche.

Le analisi sono state condotte su tre calcoli della prostata, rinvenuti tra le ossa della pelvi, nel cimitero preistorico di Al Khiday, localizzato a 20 chilometri a sud di Omdurman, lungo la sponda sinistra del Nilo Bianco, nel Sudan centrale. I calcoli, due dei quali di dimensioni rilevanti (3 centimetri di diametro con circa 12-15 grammi di peso e uno più piccolo) sono stati indagati al microscopio a scansione elettronica e in diffrazione ai raggi X mostrando una struttura e composizione molto particolare data da cristalli di apatite e whitlockite.

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA