Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Si apre il dibattito sulla mappa del Dna di tutti i neonati

Si apre il dibattito sulla mappa del Dna di tutti i neonati

Sula bilancia rischi e benefici

23 gennaio, 20:45
Si apre il dibattito su rischi e benefici di ottenere la mappa del Dna dei neonati (fonte: Christ-Claude Mowandza-Ndinga) Si apre il dibattito su rischi e benefici di ottenere la mappa del Dna dei neonati (fonte: Christ-Claude Mowandza-Ndinga)

Si apre, a partire dagli Stati Uniti, il dibattito su rischi e benefici di ottenere la mappa del Dna di tutti i neonati. A lanciarlo, sulla rivista Pediatrics, è il consorzio Nsight, finanziato dai National Institutes of Health (Nih) e del quale fanno parte genetisti di diverse università e ospedali perdiatrici americani.

Verso linee guida condivise
Gli esperti si chiedono se alla nascita, oltre al consueto screening neonatale per malattie come la fibrosi cistica o l'anemia falciforme, sia giusto aggiungere anche la mappa del Dna. Per questo intendono affrontare la questione insieme ai genitori, per stilare insieme un documento che diventi la base per mettere a punto eventuali linee guida sull'utilizzo dei dati geentici dei neonati.

Tre obiettivi fondamentali
Secondo gli esperti la mappa del Dna dei neonati dovrebbe avere tre obiettivi principali: aiutare nelle diagnosi delle malattie, nella prevenzione ed essere una risorsa per l'assistenza sanitaria. ''Una delle principali questioni di bioetica del nostro tempo è dove sia il confine tra la responsabilità di un genitore e il diritto di un bambino nel poter prendere decisioni su se stesso quando diventerà adulto'',ha osservato Jonathan Berg, della University of North Carolina. Molti, ha aggiunto, ''pensano che si potrebbe violare l'autonomia del bambino o potenzialmente anche danneggiarlo se i genitori vengono a sapere troppe informazioni o intervengono troppo''.

Una scelta imposta dal progresso tecnologico
Un esempio, ha rilevato, sono le malattie genetiche che si manifestano solo da adulti: il genitore ha egualmente il diritto di sapere che il suo bambino ospita il difetto genetico, anche se la malattia si sviluppa solo da adulti? Tuttavia, ha aggiunto Berg, ''la tecnologia ci sta costringendo a prendere delle decisioni. Il costo del sequenziamento del genoma è precipitato negli ultimi anni e questo significa che il sistema sanitario e la comunità medica devono cominciare a capire fin da adesso come affrontare questo nuovo scenario''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA