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Il battito del cuore è una spia dei pregiudizi razziali

'Suggerisce' al cervello possibili minacce

23 gennaio, 12:06
Il battito del cuore è una spia dei pregiudizi razziali e può influire nel modo in cui il cervello percepisce una situazione come minacciosa o meno (Per l'immagine della pistola fonte: Max Pixel) Il battito del cuore è una spia dei pregiudizi razziali e può influire nel modo in cui il cervello percepisce una situazione come minacciosa o meno (Per l'immagine della pistola fonte: Max Pixel)

Il battito del cuore è una spia dei pregiudizi razziali e può influire nel modo in cui il cervello percepisce una situazione come minacciosa o meno. E' quanto emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista Nature Communications, condotta dal gruppo della Royal Holloway University di Londra guidato da Manos Tsakiris. 

Il test
I ricercatori hanno scoperto che esiste una spiegazione biologica del perchè oggetti inoffensivi vengono percepiti più facilmente come armi se a tenerli in mano è una persona di colore. Il primo campanello di allarme di questa emotività è il battito del cuore, che a sua volta influisce sull'attività del cervello. Il test che ha portato a questa conclusione si è basato sulla registrazione del battito cardiaco di 32 persone alle quali si chiedeva di identificare delle armi osservando una serie di immagini di oggetti diversi, come telefonini, strumenti da lavoro e pistole. Prima di queste immagini, ai volontari venivano mostrati volti di persone bianche o di colore. Si è visto così che gli oggetti venivano erroneamente percepiti come armi più spesso quando erano preceduti dalla vista di un viso di colore. Quindi si sono messe in relazione le risposte con la frequenza del battito del cuore. 

Il cuore suggerisce al cervello possibili minacce
E' emerso che i pregiudizi razziali si avevano principalmente quando le immagini venivano osservate durante il battito cardiaco, e non tra un battito e l'altro. Durante ogni battito, il cuore invia dei potenti segnali al cervello, che rimangono invece silenti negli intervalli tra un battito e l'altro. La combinazione di questi segnali, insieme alla vista di una potenziale minaccia, aumenta la possibilità di percepire come minaccia una cosa che in realtà non lo è.

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