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La plastica ecosostenibile si fa con gli aghi di pino

Prodotta usando la molecola odorosa tipica delle conifere

25 gennaio, 12:59
Dagli aghi di pino nasce una nuova plastica amica dell'ambiente (fonte: Randen Pederson, Flickr) Dagli aghi di pino nasce una nuova plastica amica dell'ambiente (fonte: Randen Pederson, Flickr)

Dagli aghi di pino si può ottenere una nuova plastica ecosostenibile, capace di rimpiazzare quella tradizionale, fatta col petrolio, nella produzione di sacchetti, confezioni per alimenti e dispositivi medici. I primi grammi di questo nuovo materiale sono stati ottenuti nei laboratori dell'Università di Bath, in Gran Bretagna, grazie ad un procedimento descritto sulla rivista Polymer Chemistry.

Una fonte sostenibile
''Non stiamo dicendo di riciclare i vecchi alberi di Natale trasformandoli in plastica - spiega la ricercatrice Helena Quilter - ma piuttosto di sfruttare gli aghi di pino prodotti come scarto dall'industria della carta, che altrimenti verrebbero buttati. Se riuscissimo a produrre plastica partendo da simili fonti sostenibili, potremmo fare davvero la differenza per l'ambiente''.
Sul mercato sono già presenti dei poliesteri biodegradabili, come ad esempio l'acido polilattico (Pla) ottenuto dal mais e dalla canna da zucchero: per aumentarne la flessibilità, però, questo materiale viene spesso mescolato ad un polimero più gommoso, chiamato caprolattone, prodotto invece con il petrolio greggio. Per risolvere questo problema e produrre una plastica davvero ecosostenibile al 100%, i ricercatori di Bath hanno messo a punto un materiale 'sosia' del caprolattone sfruttando come materia prima il pinene, un composto organico (appartenente alla famiglia dei terpeni) che conferisce il tipico odore agli aghi delle conifere.

Lo studio fa parte di una ricerca più ampia
''Lo studio fa parte di una ricerca più ampia che punta ad utilizzare sostanze chimiche bio come fonte ecosostenibile alternativa ai prodotti petrolchimici'', spiega Matthew Davidson, a capo del Centro per le tecnologie chimiche sostenibili (Csct) dell'ateneo britannico. ''In questo modo potremmo ridurre il bisogno di combustibili fossili – aggiunge - fornendo una materia prima rinnovabile che ha la potenzialità di rivoluzionare l'industria chimica''. Il gruppo di ricerca sta già allargando lo studio ad altri composti organici, come ad esempio il limonene presente negli agrumi.

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