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Il Centro per le tartarughe marine più grande del Mediterraneo

In Italia, nella Stazione Zoologica Anton Dohrn

20 gennaio, 18:47
Tartaruga della specie Chelonia mydas (fonte: Brocken Inaglory) Tartaruga della specie Chelonia mydas (fonte: Brocken Inaglory)

ha una nursery per i cuccioli, un ospedale dove curare gli animali feriti, laboratori per la ricerca e una esposizione didattica: è il centro di ricerche sulle tartarughe marine più grande del Mediterraneo che apre domani in Italia. Il centro è stato realizzato dalla Stazione Zoologica Anton Dohrn, con il contributo della Regione Campania. Si trova a Portici (in provincia di Napoli), nello storico complesso che fu Macello Borbonico, messo a disposizione gratuitamente dal comune.

Un progetto da oltre un milione di euro
Costato oltre 1,3 milioni di euro (per attrezzature scientifiche e le vasche), il centro raccoglie l'eredità del Turtle Point di Bagnoli, chiuso nel 2014. "I nostri ricercatori si sono formati presso il più grande centro tartarughe del mondo, il Loggerheads Marinelife Center in Florida, e il centro potrà ospitare fino a 100 tartarughe all'anno tra piccoli e adulti", ha detto all'ANSA, il presidente della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Roberto Danovaro.

Un centro per la cura, la ricerca e lo sviluppo
La struttura è dotata di ambulatorio, sala operatoria, strumenti per le radiografie e laboratori per le analisi ambientali perché ospita anche l'Osservatorio del Golfo di Napoli, per il monitoraggio della qualità delle sue acque. Inoltre, ha spiegato Danovaro "abbiamo una nursery dove ospitiamo i piccoli più vulnerabili, cioè quelli raccolti sulle spiagge dopo le schiuse che avvengono in tarda estate, quando potrebbero andare incontro a temperature delle acque troppo fredde o a correnti che li potrebbero trasportare verso Nord''.
Il centro condurrà ricerca per lo studio e la conservazione delle tartarughe e curerà quelle che hanno bisogno di cure perché, per esempio ''si feriscono a causa dell'impatto con una barca o perché restano intrappolate nelle reti dei pescatori, oppure mangiano plastiche e altra spazzatura, che possono causare blocchi intestinali'', ha spiegato la responsabile del centro, Sandra Hochscheid.

Tartarughe 'sentinelle' dell'ambiente
Una volta guarite, le tartarughe vengono liberate e diventano 'sentinelle' dell'ambiente: ''vengono dotate di gps e sensori - ha detto Hochscheid - e vengono seguite lungo le loro rotte migratorie, dove raccolgono dati su qualità, temperatura e salinità delle acque''. Il Centro Ricerche Tartarughe Marine sarà visitabile e si dedicherà anche alla divulgazione con una esposizione didattica e sale multimediali aperte alle scolaresche e al pubblico in generale.

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