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Hiv, 'craccato' il sistema con cui il virus dell'Aids invade le cellule

Apre la strada a farmaci più efficaci

09 gennaio, 15:34
'Craccato' il sistema molecolare che permette all' Hiv di integrarsi nel Dna delle cellule invase (fonte: NIAID) 'Craccato' il sistema molecolare che permette all' Hiv di integrarsi nel Dna delle cellule invase (fonte: NIAID)

'Craccato' il sistema molecolare che permette al virus Hiv di attaccarsi 'abusivamente' al Dna delle cellule invase per integrare il proprio materiale genetico e replicarsi. La sua struttura è stata svelata per la prima volta a livello atomico dai ricercatori del Salk Institute di La Jolla, in California: i risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Science, aprono la strada a terapie più efficaci nel contrastare l'infezione.

La scoperta consentirà infatti di capire meglio come il virus riesca a diventare resistente anche ai farmaci più sofisticati sviluppati finora, gli inibitori degli enzimi integrasi (Insti) che puntano a bloccare il cosiddetto 'intasoma', ovvero il complesso proteico usato dal virus per integrare il proprio materiale genetico in quello dell'ospite.

L'efficacia di queste terapie è infatti limitata dal fatto che finora il meccanismo d'azione era stato studiato in modo diretto solo sull'intasoma di retrovirus simili all'Hiv, ma più semplici. ''L'Hiv - spiegano i ricercatori - è come un'auto di lusso, mentre gli altri retrovirus sono delle utilitarie: sono sempre auto, ma l'intasoma dell'Hiv è dotato di più optional che permettono di svolgere un numero maggiore di funzioni''.

Grazie a questo nuovo studio è stato possibile osservare per la prima volta l'intasoma dell'Hiv dopo che si è assemblato sul Dna dell'ospite: il prossimo obiettivo dei ricercatori è quello di analizzarne la struttura libera, prima dell'aggancio, e la struttura intrappolata dai farmaci, il tutto ad una risoluzione ancora maggiore. ''Se vogliamo capire come funziona la macchina per modificarne le prestazioni, non possiamo fermarci a guardare il motore nel suo insieme: dobbiamo smontarlo e studiarlo in ogni sua componente'', concludono gli esperti.

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