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'Craccato' il Dna della piante per cambiare la forma delle foglie

Fatto con il cotone per avere delle varietà più produttive

27 dicembre, 14:47
A sinistra la foglia di cotone 'normale', e a destra quella con la forma 'okra' (fonte: Vasu Kuraparthy) A sinistra la foglia di cotone 'normale', e a destra quella con la forma 'okra' (fonte: Vasu Kuraparthy)

'Craccato' il gene che decide la forma delle foglie delle piante: in questo modo è stato possibile cambiare forma alle foglie delle piante di cotone, facendole diventare più piccole, con i lobi sottili e allungati. Il risultato, pubblicato nello studio pubblicato sulla rivista dell'Accedemia americana delle scienze (Pnas), apre la strada a raccolti più produttivi e a costi minori.

La produzione dipende dalla grandezza delle foglie
La forma e la grandezza delle foglie possono fare infatti una gran differenza nelle coltivazioni. I ricercatori, guidati da Vasu Kuraparthy, dell'università statale della North Carolina, hanno trovato nella sequenza del Dna il gene da cui dipende la forma delle foglie nel cotone di montagna, e lo hanno manipolato in modo da cambiare la foglia, per avere varietà di cotone più produttive a costi minori. Gli studiosi hanno visto infatti che le piante del cotone con le foglie che hanno cinque lobi profondi, come quelle della pianta okra, sono più 'convenienti' per i coltivatori rispetto alle foglie cosiddette normali, perchè tendono a marcire meno, hanno un tasso di fioritura maggiore e maturano prima.

"Il primo passo"
Così, per capire se avevano trovato la sequenza del Dna giusta, che controllava la forma della foglia di cotone, i ricercatori hanno infettato la foglia della pianta di okra con un virus modificato, capace di 'silenziare' il gene in questione. In questo modo si è avuta una produzione di foglie normali finchè le piante non hanno 'battuto' il virus e sono tornate alla forma originaria delle okra. L'obiettivo è arrivare a sviluppare il cotone 'ideale' da coltivare, capace di unire i vantaggi di entrambe le forme delle foglie. ''Siamo riusciti a farlo solo in modo temporaneo. Ma in futuro saremo in grado di farlo in modo permanente. Ora abbiamo compiuto il primo passo'', commenta Kuraparthy.

 

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