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Batteri degli oceani sopravvivono nelle 'zone morte'

Resistono con poco ossigeno 10.000 volte più dei pesci

22 dicembre, 10:23
I microrganismi marini riescono a sopravvivere anche con livelli di ossigeno ridottissimi (fonte: MIT News) I microrganismi marini riescono a sopravvivere anche con livelli di ossigeno ridottissimi (fonte: MIT News)

I batteri degli oceani possono vivere anche in acque che si pensavano 'morte', dove i livelli di ossigeno sono vicinissimi allo zero. Secondo lo studio, pubblicato sulla rivista Limnology and Oceanography, i batteri possono respirare anche con concentrazioni 10.000 volte inferiori a quelle necessarie a pesci piu' piccoli. I nuovi dati, raccolti dalla ricerca coordinata da Emily Zakem, dell'Istituto di Tecnologia del Massachusetts (Mit), sono preziosi per capire come cambieranno gli oceani.

In alcune zone, in genere tra 200 e 1.000 metri di profondita', possono formarsi in modo naturale delle 'zone morte', nelle quali il livello di ossigeno scende quasi a zero e quindi impossibili per moltissime forme di vita. A eliminare l'ossigeno e' di solito una serie di reazioni chimiche dovute alla presenza in superficie di acque molto ricche di ossigeno e quindi di pesci e altre forme di vita. Una vitalita' che pero' produce molti residui organici e materiale in decomposizione che, scivolando verso il basso, comporta la riduzione dell'ossigeno nelle acque piu' profonde.

E' un fenomeno naturale e temporaneo, ma che puo' avere un enorme impatto sugli ecosistemi marini su scala mondiale, soprattutto in considerazione del progressivo riscaldamento dei mari che favorira' sempre piu' questo meccanismo. Un elemento fondamentale in tutto cio' sono i batteri, in particolare la loro resistenza negli ambienti poveri di ossigeno.

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