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'Dieta crudista' per i primi europei vissuti 1,2 mln anni fa

Non conoscevano il fuoco, ma usavano lo 'stuzzicadenti'

16 dicembre, 19:57
Il tartaro trovato sui denti fossili rivela la dieta 'crudista' dei primi europei (fonte: CENIEH) Il tartaro trovato sui denti fossili rivela la dieta 'crudista' dei primi europei (fonte: CENIEH)

Carne animale, erbe spontanee, bacche e insetti, tutto rigorosamente a crudo: ecco cosa mangiavano i primi europei vissuti 1,2 milioni di anni fa. A raccontare i 'piatti' del loro menù sono i resti di tartaro prelevati da una mascella fossile ritrovata nel sito di 'Sima del Elefante', nel nord della Spagna. I risultati delle analisi, pubblicati sulla rivista The Science of Nature, dimostrano che i nostri antenati appena arrivati dall'Africa non conoscevano ancora l'uso del fuoco, ma erano soliti usare degli 'stuzzicadenti', i più antichi strumenti per l'igiene orale di cui si sia trovata traccia finora.

I segni sono stati individuati da un gruppo internazionale di ricercatori, che hanno letteralmente vestito i panni degli 'archeo-dentisti' per cimentarsi in una pulizia dei denti a ultrasuoni davvero d'altri tempi, in modo da rimuovere un piccolo campione di tartaro dalla mascella fossile. Inglobati in questo blocchetto di placca, hanno trovato fibre di carne animale, fibre vegetali, granelli di pollini tipici del bosco, un pezzo di ala di farfalla e una zampa di insetto. Tra i resti, anche le fibre legnose di quello che poteva essere uno 'stuzzicadenti' primitivo, rimasto parzialmente incastrato in un piccolo solco alla base dei denti probabilmente formato proprio dall'uso regolare di questo strumento per la pulizia.

Messi insieme, questi dati dimostrano che ''i primi europei conoscevano bene il loro ambiente e sapevano sfruttarlo per ottenere una dieta bilanciata, fatta combinando diversi cibi che andavano dalla carne ai vegetali amidacei'', afferma la coordinatrice dello studio Karen Hardy, che lavora tra l'Università di York e quella di Barcellona, in Spagna. Il fatto che i cibi fossero crudi, e che non fossero presenti neppure tracce dei gas che normalmente si inalano vicino al fuoco, ha portato gli archeologi a rivedere la tempistica della sua introduzione in Europa, che alla luce di queste nuove scoperte dovrebbe essere avvenuta tra 1,2 milioni e 800mila anni fa.

 

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