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Nanorazzi con sterzo e freni per trasportare farmaci

Sono morbidi e cambiano forma

14 dicembre, 18:28
Dida: Rappresentazione artistica dei nanorazzi (fonte: Radboud University) Dida: Rappresentazione artistica dei nanorazzi (fonte: Radboud University)

Costruiti nano-razzi con tanto di 'sterzo' e freni per recapitare i farmaci al posto giusto all'interno del corpo umano. Descritti sulla rivista Nature Chemistry, sono stati ottenuti dai chimici della Radboud University, nei Paesi Bassi. ''La sfida più grande è stata quella di costruire nanorazzi con diverse funzioni'' ha rilevato Daniela Wilson, che ha coordinato la ricerca.

I nanorazzi
Costruiti con materiali morbidi simili alla gomma, i 'nanorazzi' possono cambiare forma e possono adattarsi a ospitare un carico, come per esempio un farmaco. Ma ciò che li rende unici sono i freni che permettono a queste nanomacchine di fermarsi nei luoghi desiderati. I freni si attivano in risposta alla temperatura e questa caratteristica permette ai nanorazzi, per esempio, di fermarsi nei tessuti malati dove le temperature sono più elevate. I freni sono costituiti da minuscole spazzole disposte sulla superficie dei nanorazzi che si gonfiano o comprimono in risposta alla temperatura ambiente. In questo modo le spazzole regolano l'accesso al combustibile, che è costituito dall'acqua ossigenata. Per esempio a temperature superiori a 35 gradi centigradi, le spazzole si contraggono, chiudono la valvola del carburante e fanno arrestare le nanomacchine.


Sensibili ai campi magnetici
In un'altra pubblicazione sulla rivista Advanced Materials, lo stesso gruppo dimostra, inoltre, come i campi magnetici possano agire come uno sterzo per i nanorazzi. Questo è possibile grazie al metallo magnetico, ossia il nichel, utilizzato per costruire il nucleo dei dispositivi. Grazie al nichel, i nanorazzi sono sensibili ai campi magnetici e ne basta uno di bassa intensità per guidarli verso le direzioni desiderate. Per migliorare ulteriormente i dispositivi i ricercatori intendono renderli anche sensibili alla luce, in modo da guidarli grazie a un laser. Inoltre, anche se i nanorazzi non sono tossici per le cellule viventi, non sono ancora completamente biodegradabili. Per questo i ricercatori vogliono costruirli con materiali biodegradabili al 100%, ''che è una delle condizioni necessarie - ha rilevato Wilson - per il loro utilizzo nel corpo umano''

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