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Vaccino geneticamente modificato contro l'influenza

Può essere usato anche su altri virus

02 dicembre, 13:46
Si è riusciti a modificare geneticamente i virus in modo da utilizzarli come vaccini (fonte: Imperial College London) Si è riusciti a modificare geneticamente i virus in modo da utilizzarli come vaccini (fonte: Imperial College London)

Messa a punto un vaccino geneticamente modificato capace di combattere l'influenza, ma anche molti altri virus. Descritto sulla rivista Science, è il risultato della nuova tecnica che permette di realizzare vaccini capaci di stimolare il sistema immunitario, ma senza aggredire le cellule sane. La tecnica è nata in Cina, grazie al gruppo dell'università di Pechino guidato da Longlong Si.

Positivi i test sui topi
Il vaccino finora è stato sperimentato su topi, cavie e furetti e i risultati positivi ottenuti costituiscono una prova di principio, una dimostrazione fondamentale per la sicurezza che ne dimostra la fattibilità. Quello che hanno fatto i ricercatori, sostanzialmente, è stato sviluppare una nuova tecnica per attenuare il virus vivo, in modo che nel vaccino ci sia una quantità di virus sufficiente da suscitare una risposta immunitaria, ma non eccessiva da dilagare nel corpo infettando le cellule sane. ''Ci sono tante tecniche per farlo, ma quella sviluppata in questo caso è molto nuova ed elegante, forse più sicura'', commenta Antonio Lanzavecchia, direttore dell'Istituto svizzero di Biomedicina di Bellinzona (Irb).

Modificato il codige genetico del virus
I ricercatori hanno modificato il codice genetico del virus dell'influenza del tipo A, in modo che riuscisse a moltiplicarsi solo all'interno di particolari cellule 'ingegnerizzate'. Il virus così modificato è risultato sufficientemente potente da attivare il sistema immunitario, ma non abbastanza da duplicarsi nelle cellule normali. I topi, cui sono state iniettate cellule infette geneticamente modificate sotto forma di vaccino, hanno ottenuto una protezione totale contro l'influenza.

Il nuovo vaccino si è dimostrato capace di stimolare una risposta degli anticorpi simile a quella degli attuali vaccini con virus vivo, e con una seconda dose in più aumenta gli anticorpi di 6-8 volte. Lo stesso tipo di effetto è stato osservato anche su altri ceppi di influenza, sulle cavie e i furetti. ''Il dato importante - conclude Lanzavecchia - è che questo metodo può essere adattato a quasi ogni tipo di virus''.

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