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Le 4 eredi della pecora Dolly

Dimostrani che i cloni possono vivere a lungo e in buona salute

27 luglio, 08:14
 Debbie, Denise, Dianna e Daisy sono i cloni della pecora Dolly (fonte: The University of Nottingham) Debbie, Denise, Dianna e Daisy sono i cloni della pecora Dolly (fonte: The University of Nottingham)

Si chiamano Debbie, Denise, Dianna e Daisy e sono i cloni della celebre pecora Dolly, il primo clone di un mammifero nato poco più di 20 anni fa. I progressi nelle tecniche sono stati tanti e le 4 pecore, tutte tra i 7 e i 9 anni, nate dalle stesse cellule di Dolly sono la prima dimostrazione di come i cloni possano vivere a lungo e in buona salute.

A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Nature Communications da Kevin Sinclair, dell'università di Nottingham, allievo di uno dei 'papà' di Dolly, il biologo Keith Campbell.



“E' un risultato importante – ha spiegato uno dei pionieri delle ricerche sulla clonazione Pasqualino Loi, dell'università di Teramo – perché dimostra che anche gli animali clonati crescono e diventano vecchi in modo normale”. Nata poco più di 20 anni fa, la pecora Dolly è stato il primo mammifero ad essere clonato e a renderlo possibile fu il pionieristico lavoro guidato da Campbell e Ian Wilmut, nell'istituto Roslin di Edimburgo. Dolly era stata ottenuta inserendo il nucleo di una cellula della ghiandola mammaria di una pecora adulta nell'oocita di un'altra pecora e una volta diventato embrione, trasferito nell'utero di una terza pecora. A soli 5 anni però Dolly mostrò i segni dell'insorgenza di osteoartrite, malattia considerata insolita a questa giovane età, e morì a poco più di 7 anni per infezione polmonare. Questi problemi medici sollevarono il dubbio che la tecnica potesse essere alla base di insorgenza precoce di malattie dell'invecchiamento “ma i dati pubblicati adesso rasserenano gli animi di tutti – ha commentato Loi – ed eliminano uno degli argomenti cardine su cui è stata approvata recentemente la messa al bando in Europa all'importazione di prodotti derivati da cloni”.



Dalle stesse cellule di ghiandola mammaria da cui nacque Dolly sono infatti nate altre 4 pecore che hanno oggi un'età tra i 7 e 9 anni (l'equivalente di 60-70 anni nell'uomo) e, secondo lo studio, non presentano nessun segno di malattie legate all'invecchiamento. “Che nelle tecniche di clonazione ci siano ancora un po' di difficoltà – ha spiegato Loi – ma in questi anni ci sono stati tanti passi in avanti. Bisogna pensare primi trapianti di cuore, se avessimo abbandonato dopo le prime difficoltà oggi non potremmo oggi salvare così tante vite umane”.

 

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