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Le piante sanno contare, almeno fino a 2

Le carnivore lo fanno per 'cacciare'

21 gennaio, 18:36
Dionea in azione. In rosso le ghiandole che rilasciano l'enzima che uccide la preda (fonte: Sönke Scherzer) Dionea in azione. In rosso le ghiandole che rilasciano l'enzima che uccide la preda (fonte: Sönke Scherzer)

Le piante sanno contare, anche se solo fino a 2. Lo fanno per esempio quelle carnivore, per calcolare quante volte vengono sfiorate dalle possibili prede ed essere pronte a scattare per catturarle. Lo hanno scoperto i ricercatori dell'università tedesca di Wurzburg che, sulla rivista Current Biology, descrivono come la dionea, o Venere acchiappamosche, cattura gli insetti.

Per sopravvivere in terreni poveri di nutrienti, le piante carnivore si nutrono di insetti, che sono attirati dal loro odore particolare odore, che ricorda quello della frutta. Queste piante 'sentono' l'arrivo delle prede grazie ad una peluria molto sensibile che si trova sulla superficie interna delle loro foglie-trappola, la cui forma ricorda una bocca piena di denti acuminati. Poi, per innescare le trappole e imprigionare gli insetti, contano fino a 2.
"Prima di chiudere la trappola, la Venere acchiappamosche conta quante volte è stata toccata da un insetto", rileva uno degli autori della ricerca, Rainer Hedrich. È stato possibile scoprirlo grazie a un esperimento che, utilizzando stimoli elettrici, ha simulato il poggiarsi di un insetto sulle foglie della pianta.

I ricercatori hanno scoperto che un solo passaggio dell'insetto non è sufficiente a generare una risposta, ma è utile per impostare la trappola nella modalità 'pronta per scattare'. In altre parole, le piante prendono nota, ma non scattano subito, perché potrebbe essere un falso allarme. La trappola si chiude intorno alla preda solo dopo la seconda visita.
Nel momento in cui l'insetto tenta di fuggire, sfiorando la peluria della pianta stimola le ghiandole che si trovano sulla superficie interna della foglia. Le ghiandole cominciano quindi a secernere cocktail letale di enzimi, che agisce come un acido per decompone le prede. Il numero di volte in cui la peluria interna delle foglie viene toccata dalla preda che tenta di fuggire fornisce alla pianta informazioni sulle dimensioni dell'insetto e sulla quantità di acido da produrre per divorarlo.

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