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Il cancro si diffonde come un fluido

Una molecola rende le cellule 'liquide' e capaci di muoversi

07 luglio, 16:31
Le cellule tumorali si allungano fino ad assumere una forma quasi liquida; in giallo le mebrane, in azzurro i nuclei (fonte: Prof. R. Mayor) Le cellule tumorali si allungano fino ad assumere una forma quasi liquida; in giallo le mebrane, in azzurro i nuclei (fonte: Prof. R. Mayor)

Scoperti i meccanismi che permettono la diffusione del cancro verso gli altri organi: le cellule tumorali possono infatti trasformarsi fino ad assumere uno stato simile a quello liquido e viaggiare attraverso l'organismo. La scoperta realizzata da un gruppo di ricerca internazionale guidato dall'University College di Londra e pubblicata su Journal of Cell Biology potrebbe aiutare a sviluppare nuove terapie contro la comparsa di recidive.

A preparare il terreno alla diffusione del cancro è la capacità di migrarie propria delle cellule tumorali, che possono andare ad intaccare organi vitali diversi, come polmoni o cervello, creando tumori secondari.
Per comprendere come queste cellule possano migrare all'interno dell'organismo, i ricercatori britannici hanno analizzato in laboratorio i processi di sviluppo di gruppi di cellule embrionali. In questo modo hanno scoperto l'importanza di una molecola detta acido lisofosfatidico (Lpa). Questa molecola sarebbe infatti capace di trasformare le cellule in una sorta di stato liquido, aiutandole quindi a fluire tra i tessuti del corpo. Lo studio ha inoltre permesso di capire come 'spegnere' il Lpa permettendo quindi il possibile sviluppo di nuove armi per contrastare la diffusione delle cellule tumorali.

"E' probabile - ha spiegato Roberto Mayor, responsabile dello studio - che un meccanismo simile avvenga anche durante l'invasione del cancro. Si tratta di uno stato 'ibrido' in cui le cellule allentano i loro legami con le cellule vicine, continuando però a muoversi in massa insieme, come un liquido. Ora però possiamo fermare questo movimento".

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