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Scoperta la proteina che ringiovanisce il cuore

E' la sentinella e lo spazzino delle cellule

02 maggio, 20:50
In verde la cellula cardiaca nella quale è stata marcata in rosso la proteina controllata da atrogin-1, che si chiama CHMP2B (fonte: Venetian Institute of Molecular Medicine, VIMM) In verde la cellula cardiaca nella quale è stata marcata in rosso la proteina controllata da atrogin-1, che si chiama CHMP2B (fonte: Venetian Institute of Molecular Medicine, VIMM)

Si chiama Atrogin–1 la proteina che permette alle cellule del cuore di ripulirsi dalle sostanze tossiche, rigenerandosi e prevenendo gravi malattie. La scoperta, italiana, promette di migliorare diagnosi e cura delle malattei cardiovascolari. Pubblicata sul Journal of Clinical Investigation, la ricerca è finanziata da Telethon e si deve al gruppo coordinato da università di Padova e Venetian Institute of Molecular Medicine (VIMM).

La proteina Atrogin–1 agisce nelle cellule del cuore nella duplice veste di 'sentinella' e 'spazzino' delle sostanze tossiche. Lo fa incidendo sui due meccanismi cellulari di smaltimento: il proteasoma, cioè il sistema con cui vengono eliminate le proteine vecchie e non più funzionali, e l'autofagia, il processo di eliminazione di altri elementi cellulari come gli organelli danneggiati e gli aggregati di proteine.

''La ricerca ha mostrato che i due meccanismi non sono separati e indipendenti come si pensava, ma sono legati proprio dall'attività di Atrogin-1'', spiega Marco Mongillo, dell'Università di Padova. Lo studio, condotto su modelli animali, dimostra che l'assenza di Atrogin–1 paralizza i due meccanismi di smaltimento: le sostanze tossiche tendono dunque ad accumularsi provocando una rara e grave malattia, la cardiomiopatia ipertrofica restrittiva, caratterizzata dall'ispessimento delle pareti del ventricolo sinistro: questa condizione può ostacolare il deflusso del sangue e causare anche aritmie cardiache fatali.

''Poiché le cardiomiopatie ipertrofiche, nelle diverse forme genetiche e acquisite, sono tutt'altro che rare - commenta Marco Sandri, ricercatore dell'Istituto Telethon Dulbecco e professore associato dell'Università di Padova - l'aver identificato il ruolo critico di Atrogin-1 permetterà di avere ricadute importanti sulla diagnosi, cura e prevenzione di queste malattie''.

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