Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Completata la mappa del Dna dello squalo elefante

Completata la mappa del Dna dello squalo elefante

Aiuterà a ricostruire l'evoluzione dei vertebrati

13 gennaio, 10:10
La mappa genetica dello squalo elefante aiuterà a ricostruire l'evoluzione dei vertebrati (fonte: Greg Skomal / NOAA Fisheries Service) La mappa genetica dello squalo elefante aiuterà a ricostruire l'evoluzione dei vertebrati (fonte: Greg Skomal / NOAA Fisheries Service)

È stata completata la mappa del Dna dello squalo elefante e i dati aiuteranno a ricostruire l'evoluzione dei vertebrati. Il risultato, che ha conquistato la copertina della rivista Nature, si deve al gruppo coordinato da Byrappa Venkatesh, del Laboratorio di Genomica Comparativa a Singapore e dell'università di Singapore.

Si tratta della prima mappa del genoma di un pesce cartilagineo. Insieme ai pesci ossei, a uccelli, rettili, anfibi e mammiferi, i pesci cartilaginei costituiscono il ramo dei vertebrati dotati di mandibole (chiamati gnatostomi).

Il genoma dello squalo elefante, il cui nome scientifico è Callorhinchus milii, è relativamente piccolo, costituito da poco meno di un miliardo di paia di basi di Dna rispetto ai tre miliardi di coppie di basi nell'uomo. Ma queste sequenze, scrivono i ricercatori, hanno svelato molti dettagli intriganti. Per esempio: lo squalo elefante manca dei geni che producono le fosfoproteine che legano il calcio e ciò può spiegare perché, in questi animali, la cartilagine non viene convertita in osso come negli altri vertebrati dotati di mandibola. Mancano anche i geni coinvolti in diverse e importanti cellule del sistema immunitario e i recettori delle proteina del sistema immunitario adattativo, che fornisce le difese mirate contro specifiche malattie. Questo suggerisce, rilevano i ricercatori, che il sistema immunitario adattativo nei vertebrati è diventato gradualmente più elaborato nel corso del tempo.

Una delle caratteristiche più notevoli del genoma dello squalo elefante è inoltre il suo tasso incredibilmente lento di evoluzione, ha osservato uno degli autori, il biologo Scott Roy, della San Francisco State University. Il Dna di questo pesce non è cambiato sostanzialmente in centinaia di milioni di anni ed è il più lento a evolversi di tutti i vertebrati conosciuti fino ad oggi, compreso quello di autentici fossili viventi, come il celacanto.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA