Cellule staminali umane ridonano la memoria ai topi
Ancora molto lontane le applicazioni cliniche
22 aprile, 08:41Grazie alle cellule staminali è possibile riannodare i fili della memoria spezzata da un deficit neurologico. Lo dimostra un esperimento nel quale cellule staminali embrionali umane opportunamente preparate sono state impiantate nel cervello di topi, ripristinando la memoria e la capacità di apprendere compromesse da un danno cerebrale. I risultati di questa 'prima assoluta', condotta negli Stati Uniti, presso l'università del Wisconsin a Madison, sono pubblicati sulla rivista Nature Biotechnology.
I neuroscienziati dell'ateneo statunitense hanno coltivato in laboratorio le staminali embrionali umane in modo da indirizzare il loro differenziamento in modo specifico, per dare origine solo a cellule di tipo nervoso. Questa parziale specializzazione consente ''di prevedere quella che sarà la loro progenie e di ridurre la possibilità che l'iniezione di staminali causi l'insorgenza di tumori: dobbiamo essere sicuri di non iniettare i semi del cancro'', afferma il coordinatore dello studio. Su-Chun Zhang.
Una volta pronte, le cellule neurali sono state impiantate nel cervello di topi con deficit neurologici causati dal danneggiamento di un'area cerebrale specifica (quella del setto mediale) coinvolta nei processi di memorizzazione e apprendimento. Le cellule umane sono state impiantate con precisione in un'altra zona cerebrale vicina e ad essa collegata, quella dell'ippocampo, la 'centralina' della memoria. Qui si sono sviluppate dando origine a due tipi di neuroni che normalmente mettono in comunicazione il setto mediale con l'ippocampo: i neuroni colinergici e quelli GABAergici. ''Queste due tipologie di neuroni nell'uomo sono coinvolte in molti comportamenti, nelle emozioni, nella memoria, nell'apprendimento, nella dipendenza e in molti altri problemi psichiatrici'', precisa Zhang. ''I neuroni colinergici - prosegue - sono coinvolti nell'Alzheimer e nella sindrome di Down, mentre i GABAergici sono interessati da molte altre problematiche, come la schizofrenia, l'epilessia, la depressione e le dipendenze''.
I nuovi neuroni di origine umana si sono perfettamente adattati al cervello dei topi (appartenenti a un ceppo particolare che è in grado di ricevere trapianti da altre specie senza alcun rigetto). La loro integrazione nei circuiti cerebrali murini ha determinato un miglioramento delle prestazioni degli animali nei test di memoria e apprendimento.
La riparazione dei danni cerebrali rappresenta il Santo Graal per chi si occupa di cellule staminali e questo esperimento sembra suggerire che la strada tracciata possa essere quella giusta. I ricercatori del Wisconsin comunque frenano i facili entusiasmi, ricordando che è ancora troppo presto per pensare a possibili applicazioni terapeutiche della scoperta. Sembra invece più vicina e realistica la possibilità di usarla per sviluppare nuovi modelli di laboratorio utili allo studio di nuovi farmaci.
























