Il virus dell'aviaria in circolazione da anni
Il rischio di una mutazione è maggiore del previsto
20 aprile, 19:08Sta circolando da molto tempo, abbastanza per avere affinato le armi che gli hanno permesso di contagiare l'uomo. Il virus dell'influenza aviaria H7N9 ha infatti legami di parentela con due virus circolati in Europa oltre dieci anni fa: l'H7N7, che nel 2003 aveva colpito 255 fattorie olandesi, provocando casi accertati in 89 persone, e l'H7N1 che ha circolato in Italia fra il 1999 e il 2000.
A ricostruire le parentele del virus e' la ricerca pubblicata sulla rivista Eurosurveillance e nata dalla collaborazione fra i Centri per il controllo delle malattie di Olanda e Cina. 'Sono gia' comparsi numerosi marcatori associati con un aumentato rischio per la sanita' pubblica'', osservano i ricercatori, coordinati dal virologo Marcel Jonges, del Centro olandese per il controllo delle malattie a Bilthoven. Per questo, affermano, ''e' di fondamentale importanza aumentare la sorveglianza della presenza del virus negli uccelli e nei mammiferi allo scopo di limitare al massimo ulteriori mutazioni''. Per questo gli esperti invitano le autorita' sanitarie cinesi a tenere alta la guardia contro il rischio che il virus possa nuovamente mutare conquistando l'arma piu' pericolosa, quella che gli permette di trasmettersi da uomo a uomo.
Che il virus H7N9 abbia acquisito nel tempo numerose mutazioni lo testimonia l'analisi del suo patrimonio genetico, confrontata con quella di entrambi i suoi predecessori 'europei'. ''Il confronto con la sequenza genetica del virus dell'influenza H7N7 diffuso in Olanda nel 2003 e con l'H7N1 circolato in Italia fra il 1999 e il 200 suggerisce che il virus H7N9 deve aver circolato ampiamente''. Ad attirare l'attenzione dei ricercatori e' una caratteristica particolare: il marcatore molecolare indicato con la sigla PB2 E627K, legato alla capacita' del virus di adattarsi all'uomo e trovato anche nei casi piu' gravi di influenza da H7N7 che nel 2003 in Olanda hanno contagiato l'uomo.
A testimoniare che la storia del virus H7N9 e' probabilmente molto piu' lunga di quanto si immagini e' anche il suo particolare mix genetico: degli otto geni del virus, sei geni provengono dai polli (derivano dal virus H9N2) e due dagli uccelli (appartengono ai sottotipi 7 e 9 e controllano le due proteine che si trovano sull'involucro del virus, chiamate emoagglutinina e neuraminidasi). ''I dati - osservano gli esperti - indicano che e' avvenuta una diffusione silenziosa del virus ed un suo adattamento ai polli da allevamento prima che venisse identificato nell'uomo''.
























