Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Sulle rotte degli squali bianchi

Sulle rotte degli squali bianchi

I satelliti seguono gli spostamenti delle femmine nel Pacifico

09 aprile, 09:23
Un esemplare di squalo bianco (Carcharodon carcharias) Un esemplare di squalo bianco (Carcharodon carcharias)

Le femmine di squalo bianco (Carcharodon carcharias) sono delle vere e proprie pendolari: ogni due anni intraprendono un pericoloso percorso ad ostacoli tra l'isola di Guadalupe e la penisola della Bassa California per accoppiarsi e mettere al mondo i loro cuccioli. Due i nemici piu' temibili che mettono a repentaglio la loro incolumita': i maschi della loro stessa specie e i pescatori. A rivelarlo per la prima volta è lo studio condotto da un gruppo di ricercatori californiani e basato sui dati forniti dai satelliti per l'osservazione della Terra.

Coordinati da Michael Domeier e Nicole Nasby-Lucas, del Marine Conservation Science Institute, i ricercatori hanno ricostruito il viaggio delle femmine di squalo nell'oceano Pacifico grazie a un sistema di radio-telemetria satellitare. Hanno scoperto così che il viaggio si divide in quattro fasi principali. Nella prima, le femmine gravide lasciano l'isola messicana di Guadalupe per trascorrere la maggior parte dei 18 mesi di gestazione (465 giorni circa) in alto mare. In questo periodo tendono ad evitare i maschi che si trovano nella loro zona di caccia, un'area decisamente più piccola rispetto a quella occupata dalle femmine. La seconda fase prevede invece un 'soggiorno' di due mesi nelle acque costiere della Bassa California, dove vengono partoriti i cuccioli. Dopo aver lasciato questa 'nursery', le femmine di squalo tornano a Guadalupe, evitando accuratamente i maschi fino a quando non arriva il momento giusto per il nuovo accoppiamento. Ciò avviene nella quarta fase, sempre a Guadalupe, dove le femmine rimangono per circa quattro mesi e mezzo prima di riprendere il loro viaggio.

''Durante il periodo dell'accoppiamento sia le femmine che i maschi presentano delle ferite'', spiega Michael Domeier. ''Non è ancora chiaro se i maschi si scontrino per il cibo, per le femmine o per entrambe le cose, ma questa aggressività - aggiunge - potrebbe essere il motivo per cui le femmine evitano i maschi negli altri periodi. Il nostro studio ha inoltre messo in evidenza una fase di vulnerabilità finora sconosciuta, nella quale le femmine sono messe in pericolo dalle attività di pesca al largo delle coste del Nord America''.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA