I primi muscoli auto-assemblati in provetta
Trapiantati nei topi, funzionano
14 marzo, 19:31Sono stati ottenuti in Italia i primi muscoli che si auto-assemblano in laboratorio a partire da un cocktail di cellule. Selezionate nelle dosi giuste e immerse in un una miscela di sostanze nutrienti, le cellule hanno cominciato ad organizzarsi spontaneamente in una struttura tridimensionale del tutto simile a un muscolo.
Descritto nella rivista Scientific Reports e chiamato tessuto muscolare ingegnerizzato ex-vivo, o X-Met (eX-vivo Muscle Engineered Tissue), il tessuto e' stato ottenuto dal gruppo di Antonio Musaro', dell'Istituto Pasteur e della'universita' Sapienza di Roma, in collaborazione con Zaccaria Del Prete, del dipartimento di Ingegneria meccanica della Sapienza. La ricerca e' stata finanziato da Istituto Pasteur Fondazione Cenci-Bolognetti, dal 7/o programma quadro-Myoage e dalla Fondazione Roma.
''Il punto di partenza e' un prelievo di cellule per mezzo di una biopsia'', ha detto Musaro'. Questa e' la base per ottenere la giusta combinazione di cellule: i mioblasti che sono i mattoni dei muscoli, i fibroblasti che generano il tessuto connettivo e le cellule endoteliani che danno origine ai vasi sanguigni. ''Il vantaggio di questa tecnica - prosegue il ricercatore - e' che non richiede un'impalcatura sintetica''. Non e' cioe' necessario un supporto artificiale sul quale far sviluppare le cellule. A fornire lo scheletro sono le stesse cellule coltivate. I primi ad entrare in azione sono i fibroblasti: ''queste cellule generano da sole una trama connettiva nella quale vanno ad inserirsi le cellule dei muscoli e quelle dell'endotelio''. Il risultato e' una struttura tridimensionale che riesce a sopravvivere fino a 70 giorni in laboratorio (contro i 15 giorni dei tessuti ottenuti con il metodo tradizionale che utilizza le ''impalcature'' sintetiche.
Il tessuto auto-assemblato in laboratorio e' gia' stato sperimentato nei topi per sostituire i muscoli estensori delle loro dita, danneggiati: ''gli animali che hanno ricevuto il trapianto con il tessuto X-Met sono di nuovo riusciti ad afferrare un oggetto, con un recupero del 47% a 30 giorni dal trapianto''. Il risultato ''e' incoraggiante'', ha detto Musaro', ''soprattutto perche' avere a disposizione ua struttura tridimensionale permette di studiare l'effetto di sostanze tossiche sui muscoli, dai farmaci alle sostanze utilizzate per il doping''. Un altro traguardo importante, ha aggiunto, riguarda i test sull'uomo. Ma per questo ''la strada e' ancora lunga''.
























