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Tante speranze sulle staminali, ma la ricerca è appena all'inizio

Esperti al convegno Telethon, ''Ancora tantissimo da capire''

13 marzo, 09:38
Cellule staminali (in verde) nel cervello di topo (fonte: Ann-Shyn Chiang e Grigori Enikolopov, National Tsing Hua University e Cold Spring Harbor Laboratory) Cellule staminali (in verde) nel cervello di topo (fonte: Ann-Shyn Chiang e Grigori Enikolopov, National Tsing Hua University e Cold Spring Harbor Laboratory)

Sono trascorsi anni di ricerche e si sono scritti fiumi di articoli scientifici, ma la ricerca sulle cellule staminali sta muovendo adesso i primi passi e la strada da fare prima che porti a delle terapie e' ancora molto lunga. Unica eccezione sono le ustioni della pelle e della cornea, per il resto la storia è ancora da scrivere. Ne sono convinti gli esperti riuniti a Riva del Garda (Trento), nel convegno dei ricercatori Telethon.

''Le cellule staminali sono un campo da esplorare ancora per il 97%'', ha detto la direttrice del Laboratorio cellule staminali dell'università di Milano, Elena Cattaneo. ''E' una materia - ha aggiunto - molto più complessa e complicata di quanto si immagini''. Anche per il co-direttore dell'Istituto Telethon di Terapia Genica (Tiget), Luigi Naldini, ''le cellule staminali sono un grande campo di ricerca, ma le applicazioni specifiche sono ancora poche''. Il direttore dell'Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem), Andrea Ballabio, è dello spesso parere.

Finora le sole applicazioni possibili riguardano le ustioni della pelle e della cornea: ''In entrambi i casi - ha spiegato Cattaneo - gruppi di ricerca sono stati in grado di isolare le staminali epiteliali, studiarle in laboratorio per 10-15 anni e poi di sperimentate sui pazienti. Oggi le ustioni della pelle si curano fino a un certo grado e quelle della cornea possono essere trattate, con risultati mantenuti nel tempo''. Questi dati sono considerati ''un faro mondiale'' e ''queste terapie non sono mai diventate un prodotto commerciale'', ha osservato il massimo esperto internazionale di cellule mesenchimali, Paolo Bianco, dell'universita' Sapienza di Roma.
Per il resto prevale il buio.

''Dobbiamo ancora capire come isolare le staminali in laboratorio e come istruirle per farle differenziare in cellule mature'', ha osservato Cattaneo. ''Ad eccezione delle prime sperimentazioni cliniche sulla distrofia muscolare, il resto è ricerca di base e pre-clinica'', ha aggiunto. ''E' ancora tutto da sviluppare e da capire, soprattutto nel caso di tessuti complessi come cuore, cartilagine, osso''.

Uno dei maggiori ostacoli da superare è capire che fine faccia una cellula staminale un volta trapiantata nell'organismo: ''La scommessa è riuscire a controllarla'', ha detto la ricercatrice. Più il tessuto è complesso, più il compito è difficile. Oggi si infonde una cellula e la scommessa è riuscire a mantenere il controllo, ma quello che accade è ancora una scatola nera''. Cercare di decifrarla ''e' il lavoro che tutti stiamo facendo''. Il campo, ha concluso, ''è tutto da esplorare e forse correre al trapianto è la cosa più sbagliata che oggi si possa fare''. (ANSA).

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