Percorso:ANSA > Scienza&Tecnica > Biotech > Il linguaggio 'elettrico' dei fiori

Il linguaggio 'elettrico' dei fiori

Utilizzato come la pubblicità, per attirare gli insetti impollinatori

22 febbraio, 09:20
Rappresentazione grafica del potenziale elettrico e del campo elettrico di un fiore (fonte: D. Clarke et al., Science) Rappresentazione grafica del potenziale elettrico e del campo elettrico di un fiore (fonte: D. Clarke et al., Science)

Non solo colori e profumi: per attirare gli insetti che provvedono all’impollinazione i fiori emettono anche qualcosa di simile a messaggi pubblicitari, utilizzando segnali elettrici. A scoprire questo sconosciuto e sofisticato metodo di comunicazione è stato un gruppo di ricerca dell'università britannica di Bristol, il cui lavoro è pubblicato sulla rivista Science.

I colori vivaci, la forma e le fragranze sono le armi più note utilizzate dai fiori per 'sedurre' gli insetti impollinatori. A queste ora si aggiungono i segnali elettrici, finora sconosciuti, con i quali i fiori comunicano informazioni: un equivalente delle insegne al neon dei negozi.

Nonostante fosse noto da tempo che le piante producono un debole campo elettrico, nessun esperimento ne aveva mai dimostrato la funzione. Misurando le variazioni del potenziale elettrico delle petunie, i ricercatori hanno osservato delle modifiche del campo all'avvicinamento di api e bombi, a loro volta carichi elettricamente a causa dello sbattere d'ali nell'aria.
Dopo la 'visita' di un insetto, la carica elettrica del fiore rimane in questo nuovo stato modificato per alcuni minuti: probabilmente è un modo per avvisare gli altri insetti di non avvicinarsi in quanto già visitato. Questi segnali potrebbero quindi essere interpretati come una sorta di insegna al neon che, quando si spegne, indica che il 'locale' è temporaneamente chiuso.

Resta da comprendere, come spiegano gli stessi ricercatori, quali organi di senso permettano a api e bombi di riconoscere questi segnali elettrici finora sconosciuti. "Questo 'nuovo' canale di comunicazione – ha spiegato il coordinatore dello studio, Daniel Robert – rivela come i fiori siano in grado di informare onestamente i loro impollinatori sulla quantità delle loro preziose riserve di nettare e polline. L'ultima cosa che vuole un fiore è attrarre un ape e poi non riuscire a fornirle il nettare: una lezione di pubblicità corretta. In caso contrario, infatti, le api perderebbero presto interesse verso i fiori ingrati".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA