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Le scimmie sanno leggere

Distinguono le parola dai segni privi di senso

14 aprile, 15:31
Uno dei babbuini che hanno imparato a riconoscere le parole scritte (fonte: J. Fagot) Uno dei babbuini che hanno imparato a riconoscere le parole scritte (fonte: J. Fagot)

Anche i babbuini sanno 'leggere' riconoscendo parole di senso compiuto. A 40 anni dai primi esperimenti sulla capacità delle scimmie di riconoscere i segni del linguaggio umano, un nuovo studio pubblicato su Science conferma che alcune abilità alla base della lettura sono comuni a tutti i primati. Nell'arco di un mese e mezzo i babbuini hanno imparato a 'leggere' decine di parole umane, distinguendole da segni privi di significato.
Lo studio, condotto dai ricercatori del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica (Cnrs) francese in collaborazione con l'Università di Marsiglia, dimostra che i babbuini (Papio papio) sono in grado di padroneggiare uno degli elementi fondamentali della lettura, anche se non si tratta di vere e proprie competenze linguistiche. Numerosi studi condotti in passato hanno evidenziato le capacità di apprendimento e di comunicazione linguistica delle scimmie mediante simboli o gesti, come quelli usati nella lingua dei segni.
Negli anni '70, ad esempio, è stato celebre il caso dello scimpanze' Sarah, che riuscì a organizzare una serie di simboli secondo un ordine grammaticale preciso e a comunicare correttamente con una forma di scrittura basata sull'uso di simboli. Se ricerche come queste hanno permesso di verificare che le scimmie hanno competenze logiche e l'uso consapevole del linguaggio, il nuovo esperimento ha dimostrato che i primati hanno anche una capacità 'ortografica'.
Le scimmie hanno infatti imparato a segnalare la differenza tra le sequenze di lettere stampate che componevano parole inglesi corrette, da altre sequenze senza senso. Poste davanti a uno schermo dove comparivano due diverse combinazioni di lettere erano chiamate a riconoscere la presenza di parole sensate.
Il riconoscimento delle lettere e la loro posizione relativa viene generalmente considerato come il primo passo nel processo di lettura e necessita di alcune peculiari capacità di controllo nel movimento degli occhi e nell'elaborazione visiva. Si tratta quindi di un'abilità che non necessita di conoscenze linguistiche a priori. Lostudio dei ricercatori francesi ha inoltre identificato nell'area sinistra della corteccia occipito-temporale del cervello dei primati la sede dei meccanismi 'ortografici', una regione già identificata in precedenza nelle scimmie come la sede dell'elaborazione visiva.

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