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Il Nobel per la Medicina agli 'esploratori' dell'immunità

Uno dei tre premiati è morto prima di apprendere la notizia

04 ottobre, 12:49
Cellule dendritiche (fonte: Hayman) Cellule dendritiche (fonte: Hayman)

E' Un Nobel che ha lasciato tutti con il fiato sospeso, quello per la Medicina 2011. Sono stati premiati tre veri e propri ''esploratori'' del sistema immunitario: l'americano Bruce Beutler (54 anni) e il lussemburghese Jules Hoffmann (70 anni), che dividono meta' del premio per la scoperta dei meccanismi che attivano l'immunita' innata; il canadese Ralph Steinmann (68 anni) ha scoperto invece i segreti delle cellule-sentinella delle difese immunitarie.

Ma il colpo di scena e' arrivato poco dopo l'annuncio, quando si e' appreso che Steinman era morto il 30 settembre scorso, come ha reso noto la Rockefeller University di New York, dove il biologo lavorava. Alla grande emozione dell'annuncio in una simile circostanza si sono aggiunti perplessita' e dubbi perche' e' noto che il premio Nobel non viene assegnato postumo.

Nessun dubbio, invece, sul valore delle scoperte dei tre biologi, che insieme hanno ricostruito il puzzle del comportamento del sistema immunitario. Le loro ricerche hanno aperto la strada non soltanto a nuove terapie contro le malattie autoimmuni, nelle quali il sistema immunitario attacca l'organismo al quale appartiene, ma ad una nuova generazione di vaccini, compresi quelli contro i tumori. Ironia della sorte, il cancro al pancreas che quattro anni fa aveva colpito Steinman, aveva costretto il biologo a ideare e sperimentare su di se' terapie basate sulle cellule 'sentinella' che egli stesso aveva scoperto nel 1973, le cellule dendritiche.

Se e quanto queste cure abbiano funzionato e' presto per dirlo. ''Tanta gente e' saltata su questa scoperta e in questo momento e' prematuro qualsiasi commento su eventuali terapie basate sulle cellule dendritiche'', ha osservato uno dei massimi esperti internazionali sulle cellule dendritiche, Antonio Lanzavecchia, direttore dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona. Al di la' delle emozioni e delle polemiche, per la comunita' scientifica la scelta di premiare gli esploratori del sistema immunitario e' stata ''fantastica, la aspettavamo da molto tempo ed era nell'aria'', ha detto ancora Lanzavecchia.

Dei ricercatori premiati oggi con il Nobel, Hoffmann e' stato il primo a osservare il meccanismo di base che attiva le difese immunitarie nei moscerini della frutta (Drosophila). Beutler ha scoperto che il recettore scoperto da Hoffmann nei moscerini era lo stesso che e' attivo anche nei mammiferi. A completare il quadro e' arrivata la scoperta di Steinman, che collegava il recettore al comportamento delle cellule dendritiche. In sostanza i tre biologi hanno hanno scoperto le basi molecolari dell'immunita'. ''Oggi - ha osservato Lanzavecchia - sono note circa 100 molecole di questo tipo, sensori che innescano una catena reazioni del sistema immunitario''. Steinman, aggiunge, ''ha creduto fin dall'inizio a queste cellule intelligenti'' e le ha studiate per quasi 40 anni ''tra un generale scetticismo''. Di sicuro, ha concluso, ''le sue idee hanno incontrato numerosi nemici ed anche per il modo in cui ha sempre difeso le sue idee Steinman merita di essere considerato un grande dell'immunologia''.

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