Trovato il collagene più antico, apparteneva a un dinosauro

Risale a 80 milioni di anni fa, è la molecola organica più resistente

31 gennaio, 17:48
Una ricostruzione del brachilofosauro (Brachylophosaurus canadensis) o dinosauro dal becco d'anatra (fonte: Ed Schipul)
Una ricostruzione del brachilofosauro (Brachylophosaurus canadensis) o dinosauro dal becco d'anatra (fonte: Ed Schipul)

Isolato il collagene, ossia la 'colla' biologica, dai resti fossili di un dinosauro vissuto 80 milioni di anni fa: e' la prova che le molecole organiche riescono a resistere molto piu' a lungo del previsto e permettono di studiare i fossili a livello molecolare. E' emerso inoltre che il collagene dei dinosauri somiglia a quello dei coccodrilli e degli uccelli. Il risultato, pubblicato sul Journal of Proteome Research, si deve ai ricercatori coordinati da Elena Schroeter, della North Carolina State University.

Lo studio
I ricercatori hanno estratto il campione dal femore di un brachilofosauro (Brachylophosaurus canadensis) o dinosauro dal becco d'anatra, che viveva in quello che ora e' il Montana, circa 80 milioni di anni fa. E' il secondo campione di collagene raccolto da questo fossile: il primo tentativo era stato fatto nel 2009 ma adesso, ha spiegato Schroeter, ''le tecnologie per le analisi sono migliorate e abbiamo voluto non solo approfondire i primi risultati, ma anche dimostrare che e' possibile isolare piu' volte queste proteine dai fossili antichi''.

Nuova luce su relazioni evolutive tra le specie
Il collagene e' la principale proteina del tessuto connettivo, uno dei quattro tipi di tessuto degli animali. Il suo studio puo' aiutare a determinare le relazioni evolutive tra le specie, in questo caso, tra i dinosauri e gli animali moderni. Proprio in questa direzione vanno le analisi preliminari del campione, perche' mostrano che il collagene di questo dinosauro somiglia a quello dei coccodrilli e degli uccelli. 'Ora possiamo rispondere a domande che vanno oltre le caratteristiche fisiche di un dinosauro'', ha osservato la biologa Mary Schweitzer, del Museo di Scienze Naturali della Carolina del Nord. Inoltre, ha aggiunto ''abbiamo voluto dimostrare che queste molecole possono conservarsi''.

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