Progetto italiano per 'difendere' aerei da raggi cosmici

Studenti Tor Vergata passano selezione per programma europeo

20 gennaio, 15:58
Una foto di gruppo del team di giovani ingegneri che ha progettato NEMESYS
Una foto di gruppo del team di giovani ingegneri che ha progettato NEMESYS

Un progetto per 'difendere' gli aerei dai raggi cosmici, le particelle provenienti dallo spazio profondo. E' la brillante idea che ha fatto vincere a un gruppo di studenti universitari di Tor Vergata la selezione per partecipare ad un programma a livello europeo. Il premio consiste nella possibilità di sviluppare e costruire uno strumento sperimentale e lanciarlo a bordo di un razzo o di un pallone aerostatico per essere studiato nell'ambito del programma Rexus/Bexus, creato in collaborazione tra ESA, SNSB, DLR e ZARM e rivolto a futuri ingegneri che hanno voglia di confrontarsi con le sfide dello spazio. Il programma permette agli studenti delle università e dei vari college di tutta Europa di installare esperimenti tecnologici e scientifici creati da loro a bordo di appositi razzi e palloni sonda. Ogni anno vengono lanciati due razzi e due palloni che portano con sé gli esperimenti realizzati dai team studenteschi.

NEMESYS
Il progetto del gruppo italiano, composto di sette giovani, tre laureati e quattro laureandi tutti in ingegneria elettronica, ma con diverse specializzazioni, si chiama NEMESYS (Neutron Effects on MEmory SYStems)e ha superato le due selezioni necessarie a partecipare al programma di sviluppo e lancio, previsto provvisoriamente per ottobre 2017. L'obiettivo dell'esperimento, spiega Tiziano Fiorucci, il responsabile delle comunicazioni del gruppo "è lo studio degli effetti degli impatti dei raggi cosmici sui sistemi elettronici della strumentazione di bordo di aerei o velivoli in genere, come droni ad alta quota o palloni aerostatici. Impatti che possono causare un malfunzionamento del sistema elettronico, con conseguenti situazioni di pericolo per i passeggeri a bordo". "Il compito di NEMESYS - spiega ancora - è di raccogliere dati su questi malfunzionamenti e metterli in relazione con l'ambiente esterno, quindi eventi atmosferici, campi elettromagnetici, e ancora temperatura, pressione, altitudine e posizione". Un'idea brillante che ha fatto conquistare al gruppo un posto a bordo di un pallone aerostatico per piazzare il loro esperimento e avere la possibilità di osservare gli eventi che lo strumento rileverà.

Un sogno realizzato ... quasi del tutto 
I giovani ingegneri hanno già progettato e costruito il loro prototipo e lo presenteranno a febbraio in Germania, nel quartier generale della Zarm, vicino Monaco, per poi farlo volare molto probabilmente ad ottobre, quando ci sarà il lancio ufficiale del pallone, a Kiruna, in Svezia, dalla stazione di lancio Esa, Esrange Space Centre. Un sogno realizzato quindi, ma non del tutto, perché "se riuscissimo a trovare qualcuno interessato alla realizzazione del nostro progetto, un finanziatore, - dice Fiorucci - allora sarebbe perfetto".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA