In orbita il primo satellite stampato in 3D, nato in Italia

'Matrioska' di micro-satelliti lanciata da Stazione Spaziale

19 gennaio, 16:13
In orbita il primo satellite stampato in 3D, nato in Italia (fonte: JAXA/Nasa)
In orbita il primo satellite stampato in 3D, nato in Italia (fonte: JAXA/Nasa)

E' stato messo in orbita il primo mini-satellite 'matrioska' e interamente stampato in 3D: si chiama TuPod ed è stato lanciato direttamente dagli astronauti a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Il satellite realizzato in Italia sgancerà altri due piccoli satelliti, uno dei quali è stato realizzato da bambini di 9 anni.

Cosa è il TuPod
"Il TuPod - ha spiegato all'ANSA Chantal Cappelletti, responsabile del satellite - è un satellite/lanciatore che abbiamo disegnato per mettere in orbita dei particolari piccoli satelliti a forma di lattina e per realizzarlo abbiamo usato delle speciali stampanti 3D. Il TuPod è sia un lanciatore, aveva infatti al suo interno due micro satelliti, sia un satellite autonomo”.
Realizzato dal gruppo Gauss (Gruppo di Asteodinamica per l'Uso di Sistemi Spaziali) e stampato interamente in 3D da un'azienda modenese, il TuPod era stato portato a bordo della Iss a dicembre insieme ai materiali trasportati da una navetta cargo giapponese. Il satellite matrioska è stato lanciato direttamente dalla Stazione Spaziale, usando un braccio robotico, con una nuova tipologia di lancio che semplifica la messa in orbita dei piccoli satelliti.

Il mini-satellite trasporta due micro satelliti
A bordo del TuPod ci sono due micro satelliti, uno realizzato da ragazzi tra i 9 e i 16 anni di una scuola brasiliana per lo studio della ionosfera terrestre e l'altro da un'azienda americana interessata a testare un nuovo sistema di comunicazioni spaziali low-cost. “Il settore dei mini satelliti come questi - ha aggiunto Cappelletti - è in rapida crescita. Nonostante i costi davvero molto bassi non si tratta infatti di giocattoli ma satelliti dalle grandi potenzialità". Realizzare e lanciare costellazioni di mini satelliti, più piccoli di una scatola di scarpe, è ormai possibile con poche migliaia di euro, “possono permetterselo anche piccole aziende - ha concluso - ad esempio per il monitoraggio ambientale, o scuole per scopi didattici, e portare in orbita strumenti molto sofisticati, non solo fotocamere o sensori ma tra poco anche dei dispositivi radar".

 

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